Assegnazioni e utilizzazioni, si discute sull’obbligo di convivenza

di redazione
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I docenti single e i separati potrebbero essere penalizzati nella domanda di assegnazioni provvisorie e utilizzazioni. 

A creare uno stallo nella trattativa fra sindacati e pubblica amministrazione è l’obbligo di convivenza con il familiare che si vorrebbe inserire nel contratto.

I sindacati sono contrari all’obbligo di convivenza anche quando la domanda di assegnazione annuale è chiesta proprio in virtù del ricongiungimento; il Ministero, invece, lo interpreta come vincolante.

Chi sono i penalizzati

Il rispetto di tale obbligo penalizza fortemente i single, i separati e i divorziati, soprattutto se ci sono figli a carico. In buona sostanza si restringe la platea degli aventi diritto.

Il Ministero, invece, rivendica quanto scritto al comma 5 dell’articolo 475 del d.lgs 297/74 che prevede espressamente “La concessione delle assegnazioni provvisorie di sede è limitata alle sole ipotesi di ricongiungimento al coniuge o alla famiglia“.

Che cosa dice la legge

Tuttavia la legge non parla di “stesso tetto”, ovvero di convivenza. La questione si dibatte sul filo delle interpretazioni delle leggi, dei diritti sanciti nella Costituzione e dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo.

L’argomento era già stato affrontato nell’incontro di pochi giorni fa tra i sindacati firmatari del CCNL e i rappresentanti del Miur per la definizione del CCNI sugli utilizzi e assegnazioni provvisorie, anno scolastico 2018/19.

L’incontro era terminato con un nulla di fatto, tanto che il CCNI 2017/18 dovrebbe essere prorogato, per le operazioni del prossimo anno, con alcune modifiche.

Fra le ipotesi in discussione, c’è anche quella di rimandare alla contrattazione di secondo livello (in questo caso a livello regionale) la possibilità di richiedere nuove forme di utilizzazioni, anche interprovinciali, da parte dei docenti titolari su posto comune o classe di concorso senza il possesso del titolo di specializzazione, sempre dopo aver accantonato i posti per i docenti precari in possesso del titolo di specializzazione.

 

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