Assegnazioni provvisorie, Rapisarda: ai docenti di ruolo poche possibilità di rientro e i posti saranno coperti da precari non specializzati

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Negli ultimi giorni, il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda è intervenuto sulla recente sottoscrizione del Contratto relativo alle assegnazioni provvisorie ed alle utilizzazioni nei docenti titolari delle scuole di ogni ordine e grado.

Dichiara il Direttore Gianluca Rapisarda: “Prima di addentrarmi in tale disamina, tuttavia vorrei precisare che, pur ritenendo la mobilità professionale/territoriale un diritto fondamentale di ogni docente, compresi quelli per il sostegno, sono convinto che l’altrettanto “sacrosanto” diritto alla continuità didattica dell’allievo disabile non possa essere assolutamente garantito da insegnanti in “assegnazione provvisoria”, “in deroga”, in “messa a disposizione” o con l’obbligo di permanenza quinquennale nel ruolo e non nella medesima scuola, quanto piuttosto da un chiaro ed inequivocabile “vincolo” del docente specializzato all’intero ciclo d’istruzione dello studente, vincolo di cui il recente Decreto attuativo della Buona Scuola sull’inclusione scolastica si è “scandalosamente” dimenticato.

Ciò premesso, considero comunque un risultato “deludente” l’accordo raggiunto lo scorso 21 giugno dal Miur con i Sindacati del comparto Scuola in merito alla mobilità annuale, così ricco com’è di “deroghe” e sotterfugi furbeschi rispetto al vincolo triennale dei docenti titolari che, sul sostegno, contrastano “grossolanamente” con lo stesso principio di continuità didattica, già colpevolmente tradito, tra l’altro, come sopra accennato, dal medesimo Decreto legislativo n. 66/17. della Buona Scuola”
“In Sicilia, ad esempio -precisa il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda-, quasi tutte le province, non avranno per il prossimo anno scolastico molti posti destinati alle assegnazioni provvisorie, quindi chi volesse rientrare sul sostegno su quelle province, non ci riuscirà così facilmente. Ma il vero “paradosso” è che quei posti rimasti vacanti sul sostegno inSicilia, come in tante altre Regioni soprattutto del Mezzogiorno, potranno essere coperti non da docenti titolari, ma da insegnanti non “specializzati e abilitati”, con le semplici lettere di “messa a disposizione”.

In molte province,pertanto, sulla base del nuovo contratto sulla mobilità annuale, i posti dei docenti per il sostegno non specializzati in deroga sono maggiori di quelli dei colleghi che potranno rientrare in assegnazione con il titolo di sostegno.”

Chiarisce Gianluca Rapisarda: “Tale trand negativo sarà destinato ad aggravarsi ulteriormente nel prossimo anno scolastico, poiché i posti degli insegnanti per il sostegno “in deroga” saranno ancora più elevati (47.000 in tutta Italia fonte miur -Dott. Rocco Pinneri).

Al riguardo, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha stimato lo scorso anno che quasi il 40% dei posti sul sostegno siano coperti tuttora da docenti precari.”

Aggiunge il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda: ”Per ultimo, ma non certo ultimo, nei prossimi giorni gli USR (Uffici Scolastici Regionali) emaneranno i Decreti sui posti “in deroga”, provvedimenti considerati “doverosi” dopo le migliaia di ricorsi presentati solo nell’ultimo anno dalle famiglie dei ragazzi con disabilità (8,2% per la scuola primaria e 5,1% per quella secondaria di primo grado, di cui al Sud rispettivamente il 12,4% e il 9,1%).

Ad esempio, in Sicilia, lo scorso anno scolastico, i posti sul sostegno “in deroga” sono stati 5000, e quest’anno saranno senz’altro di più, così come saranno crescenti nelle altre regioni.

Senza parlare ancora delle tantissime mancate ammissioni del cosiddetto ultimo “Concorsone” – e dell’enorme domanda di insegnanti di sostegno (circa 120.000 in servizio di cui soltanto il 60% circa di ruolo), che hanno letteralmente mandato in tilt il sistema scolastico territoriale.

Si ricordi a tal proposito la Nota Ministeriale Protocollo n. 24306 del 1° settembre 2016, che recitava testualmente: «In caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno compresi nelle graduatorie ad esaurimento, i posti eventualmente residuati sono assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole in cui esistono le disponibilità, utilizzando gli elenchi tratti dalle graduatorie di circolo e d’istituto, di prima, seconda e terza fascia». Migliaia di cattedre di sostegno sono state e continueranno perciò ad essere affidate a docenti senza alcun tipo di specializzazione, costringendo in tal modo le famiglie di persone con disabilità a ricorrere sempre più spesso ai giudici per dare un’istruzione adeguata ai loro figli.”
“Questa grave situazione –spiega il Direttore Gianluca Rapisarda-, peggiorata dal suddetto recente Contratto sulla mobilità annuale del personale docente, determinerà di fatto anche per il prossimo anno scolastico l’impossibilità di assicurare agli allievi con disabilità quella continuità didattica che risulta essere un fattore determinante per favorirne il successo formativo.

Infatti, a mio parere, i numeri sopra riportati, il non avvenuto vincolo del docente per il sostegno con il suo alunno/studente con disabilità per l’intero grado di istruzione, l’assenza di un piano strutturale di assunzione degli insegnanti specializzati ed il mancato loro passaggio dall’attuale organico di fatto a quello di diritto non potranno garantire di certo un’effettiva continuità didattica e faranno in modo che si perpetui il sistema attuale, sulla base del quale la maggior parte degli allievi con disabilità sono costretti, ogni anno, a cambiare docente di sostegno e a ricominciare tutto da capo (relazione educativa, nuovo metodo di insegnamento, relazione docente-classe-alunno disabile…).”

Conclude Gianluca Rapisarda: “E soprattutto sull’ambizioso obiettivo del transito dei docenti per il sostegno dall’organico di fatto a quello di diritto stanno lavorando ultimamente “uniti e compatti” i genitori dei ragazzi con disabilità e gli insegnanti specializzati, mediante la presentazione di un maxiricorso, per porre fine a quella che, senza timore di essere smentito, ho sempre definito una vera e propria “vergogna” nazionale.”

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