Assegnazione dei collaboratori scolastici e personale ATA ai plessi: un compito delicato, competenza del Dirigente Scolastico

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Il Dirigente Scolastico dopo l’incontro programmatico d’inizio anno scolastico con il DSGA, informerà il personale interessato in specifica assemblea, del numero di unità del personale in organico e della suddivisione dello stesso fra i diversi plessi.

L’utilizzazione nei plessi staccati è un atto di organizzazione che rientra nella competenza esclusiva del Dirigente Scolastico ai sensi dell’art. 25, comma 4°, del D.Lgs.165/2001.

L’assegnazione dei collaboratori scolastici ai plessi è un compito piuttosto complicato, la decisione può influire sul clima generale delle relazioni.

Le materie di cui all’art. 6, comma 2, lettere h), i) ed m) del CCNL scuola 2007 non sono oggetto di contrattazione integrativa di istituto, così come stabilito dalla legge 421/1992,

Gli Istituti Scolastici sono costituiti da una sede principale, in molti casi anche da plessi dislocati in frazioni dello stesso comune, in contrade e/o in comuni limitrofi.

Tale situazione si evidenzia in modo particolare per gli istituti comprensivi i quali sono formati da numerosi sedi/plessi staccati ripartiti per i tre ordini di scuola: secondaria di primo grado, primaria e infanzia.

Gli istituti superiori, anch’essi sono spesso disposti in più plessi, riguardo agli indirizzi di studio, alla tipologia di scuola e alle turnazioni necessarie.

Un solo edificio è individuato quale sede principale, ed è in questa che sono presenti gli uffici di segreteria e la presidenza, è possibile nei plessi l’utilizzo di un assistente amministrativo in una sezione staccata della segreteria, soprattutto se esistono plessi in comuni differenti.

Nei vari plessi appartenenti allo stesso istituto principale, possono essere presenti locali adibiti a laboratori, sale mense (nei convitti o educandati), lavanderia ecc..

Il numero di addetti di personale Ata in organico di diritto e di fatto, concerne il numero di alunni iscritti, il tipo di orario, l’indirizzo e l’ordine di scuola.

Assegnazione ai plessi e ai reparti

I collaboratori scolastici, il personale assistente tecnico, i cuochi, i guardarobieri, gli addetti all’azienda agraria (presso gli istituti tecnici o professionali agrari.) il personale amministrativo, saranno assegnati ai singoli plessi/reparti in base alle mansioni di ciascuno.

Il personale ATA di ruolo o supplente che sceglie di prestare servizio in un’istituzione scolastica, che sia di ruolo o supplente, quasi mai potrà scegliere dove svolgere il proprio turno di lavoro, infatti, sarà il dirigente ad assegnare il personale ai plessi e ai reparti, in base alle esigenze della scuola, in base alle turnazioni, in base al genere, all’indirizzo, all’ordine di scuola, all’età e alle condizioni di salute di ognuno degli addetti, al tipo di assunzione a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Il piano delle attività, predisposto e proposto dal DSGA dovrà contenere l’assegnazione dei collaboratori scolastici ai plessi e ai reparti, la suddivisione delle aree di segreteria, l’assegnazione ai laboratori, gli orari e le turnazioni.

L’operazione, nel rispetto del CCNL scuola, dovrà tener conto di un’equa distribuzione dei carichi di lavoro, di una corretta adozione degli orari individuali, dovrà predisporre un’adeguata copertura dei servizi, anche nei periodi estivi, quando il personale si alternerà nel godimento delle ferie.

Definizione dei criteri di assegnazione del personale Ata ai plessi e ai reparti

Talvolta nella contrattazione d’istituto si definiscono i criteri di assegnazione del personale Ata ai plessi e solo in casi particolari sarà possibile disporre in modo diverso.

Dirigente e DSGA nel definire i criteri, dovranno stabilire

  •  le funzioni aggiuntive da attivarsi presso le varie sedi
  • evitare la presenza di più di un’unità di personale che usufruisce della L. 104/92, al fine di garantire la qualità del servizio,
  • assicurare le competenze di carattere professionale e relazionale del personale addetto ai plessi
  • accogliere le richieste delle desiderate e assicurare la continuità nel plesso quando è possibile.

Qualora negli anni precedenti siano insorti problemi di carattere relazionale, motivi comportamentali o di tipo organizzativo, il DSGA potrà disporre una diversa assegnazione ai plessi del personale Ata.

Indispensabile tenere conto delle competenze professionali e delle e disponibilità dichiarate dai singoli a rivestire incarichi legati a servizi aggiuntivi (mensa, palestra, manutenzione, accoglienza alunni, assistenza portatori di handicap e/o legati a progetti specifici.)

Nel redigere il piano delle attività, il DSGA deve tener conto di particolari problematiche che caratterizzano i singoli plessi, garantire la copertura di tutte le attività previste dal PTOF e delle varie delibere degli organi collegiali.

Il Dirigente Scolastico, sentito il parere del DSGA, potrà riservarsi la possibilità di decidere, in deroga a eventuali criteri già disposti, di avvalersi della presenza di un determinato collaboratore in un particolare plesso, prescindendo dai criteri eventualmente definiti, motivando gli eventuali spostamenti, in considerazione delle caratteristiche e della complessità del plesso, nella gestione della vigilanza, dell’accoglienza, tenendo conto di problematiche di tipo relazionali. Motiverà la necessità di assegnare un assistente amministrativo a una specifica area di segreteria basandosi sull’esperienza e sulle abilità professionali possedute dai singoli addetti.

Meno flessibile è la gestione degli assistenti tecnici, essendo la loro attività lavorativa legata a un laboratorio specifico, così come l’utilizzazione del cuoco e del guardarobiere.

Utilizzo del personale nei plessi, negli uffici e nei reparti

Lo spostamento del personale Ata da un plesso a un altro, da un’area all’altra, in caso di richiesta del lavoratore, sarà possibile accoglierlo se si libera un posto nella sede prescelta.

In caso di più richieste, si procederà all’accordo tra i richiedenti con l’Amministrazione, in mancanza di quest’ultimo si procederà valutando le esigenze complessive dell’Istituto, secondo il giudizio del Dirigente, sentito il parere della DSGA e magari tenendo conto della maggiore anzianità di servizio come criterio di accoglimento della richiesta.

L’assegnazione alla sede centrale o ai plessi avviene all’inizio dell’anno e può essere modificata solo
per casi eccezionali.
Le eventuali preferenze dei collaboratori scolastici, vanno conciliate con l’esigenza di garantire
condizioni generali, che antepongano al pieno lo sviluppo del diritto all’educazione e allo studio degli
alunni.

Buona norma sarebbe, quella di adottare la rotazione del personale appartenente allo stesso profilo professionale.

Il Dirigente Scolastico valuterà le richieste dei lavoratori, compatibilmente con le esigenze di servizio, farà il possibile per assecondare le esigenze del personale che si trovino in particolari condizioni famigliari e personali, figli in età scolare, lavoratrici madri con prole di età inferiore a un anno, situazioni di tossicodipendenza, ricorrendo all’orario flessibile oppure all’assegnazione in un reparto dove l’orario di servizio sia compatibile con le necessità soggettive.

Il personale Ata, non soddisfatto, potrà decidere, ogni anno, di partecipare alle operazioni di mobilità per cambiare in via definitiva l’assegnazione a un plesso o a un Istituto.

Nell’Istituto dove sarà trasferito, dovrà lo stesso sottostare alle decisioni del Dirigente Scolastico, in accordo col DSGA, tenendo conto degli eventuali criteri definiti nella contrattazione della nuova scuola.

Qualunque sia la modalità di assegnazione del personale ai plessi, bisogna rispettare le norme contenute nel CCNL per evitare contrasti e contenziosi tra colleghi e con il datore di lavoro.

Sarà indispensabile dotare gli addetti dei DPI, delle attrezzature e materiali necessari per una corretta esecuzione delle proprie mansioni.

Si rammenta al personale Ata che gli ordini di servizio vanno eseguiti con diligenza e responsabilità per evitare il ricorso al codice disciplinare e all’applicazione di sanzioni che andrebbero a compromettere il clima del luogo di lavoro.

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Pubblicato in ATA

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