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Assegnazione classi ai docenti: il ruolo del Dirigente Scolastico e quello del Collegio

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Il rientro a scuola è sempre stato un momento importante non solo per gli alunni ma anche per tutto il personale scolastico e non c’è mai stato un anno come questo accompagnato da un turbine di emozioni.

Infatti se da una parte c’è il timore che si possa avere una nuova diffusione epidemiologica che provochi un ulteriore lockdown, dall’altra c’è la voglia di una ripresa alla normalità che seppur mediata da mascherine e distanziamento fisico possa in qualche modo ripristinare la didattica in presenza.

La normalità è rientrare in classe e per i docenti che hanno classi intermedie, è ritrovare gli alunni con i quali lo scorso anno si era avviato un percorso non solo didattico ma anche di trasmissioni delle proprie competenze e dei veri valori della vita, dove il docente si prefigura come un secondo genitore che prende per mano il suo alunno e lo accompagna nel suo percorso scolastico al fine di potergli dare la possibilità di guardare al suo futuro con delle salde radici.

Per rendere possibile questo processo di crescita è importante che venga garantita la continuità didattica che rappresenta un criterio di base per l’assegnazione delle classi ai docenti, ma può anche capitare che a volte questo criterio venga minato per la presenza di numerose cattedre scoperte e per la successiva convocazione di supplenti che resteranno in carica solo per l’anno scolastico in corso.

Assegnazione classi ai docenti

Il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione”, in riferimento al Collegio dei docenti, fra agli adempienti ad esso spettante, all’art. 7 comma 2, lett.b, recita quanto segue:

“formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto”.

Quanto indicato in alcuni casi ha generato un po’ di confusione e si è verificato che il dirigente scolastico abbia provveduto all’assegnazione delle classi in modo autonomo, creando fra i docenti non pochi malumori.

Sentenza della Cassazione sull’assegnazione delle classi

A tal proposito ricordiamo la recente sentenza della Cass. Civile Sez. Lavoro Ordinanza n. 11548 del 15/06/2020 che rappresenta un punto di riferimento importante per quanto riguarda l’assegnazione delle classi.

La sentenza in oggetto, in seguito al ricorso di un docente di ruolo, ha stabilito l’illegittimità del provvedimento del dirigente scolastico di assegnazione delle classi ai docenti nell’anno scolastico di riferimento con il quale, erano state attribuite ad altra docente, alcune ore di lezione nelle classi che erano state assegnate alla ricorrente nel precedente anno scolastico.

Inoltre la Suprema Corte con il testo del 15 luglio 2011 n. 15618, aveva stabilito il seguente principio di diritto:

“Nel rapporto di impiego pubblico contrattualizzato l’Amministrazione datrice di lavoro è tenuta al rispetto dell’obbligo di correttezza e buona fede, che può specificarsi anche in regole procedimentali poste dalla contrattazione collettiva sia di comparto che integrativa, quali nella specie l’obbligo di motivazione della scelta del collegio dei docenti quanto all’assegnazione delle funzioni obiettivo ai docenti della scuola pubblica, obbligo non soddisfatto dal mero esito di una votazione segreta; la violazione di tale obbligo può essere denunciato dal dipendente senza che su di esso gravi anche l’onere di provare che le determinazioni dell’amministrazione, ove fossero state rispettose di tali regole procedimentali, sarebbero state a lui favorevoli”.

Appare chiaro che in virtù di questa sentenza, i Dirigenti pur continuando ad essere dotati dei loro poteri di gestione del personale devono comunque rispettare quanto deciso dal Consiglio d’Istituto e dal Collegio dei docenti.

Assegnare i docenti alle classi, non decide il Dirigente. Giudici: rispettare competenze organi collegiali

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