Aspiranti docenti: dubbi sulla data indicata nei contratti a termine. Lettera

di redazione
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Inviato da Prof.ssa Anna Maria Mezzolla – In questi primi giorni di scuola, arrivano mail ad aspiranti docenti precari con proposte di contratto ” al 30 giugno” con la seguente limitazione “il presente provvedimento potrà essere risolto nel caso di individuazione di un nuovo avente titolo a seguito dell’intervenuta approvazione di nuove graduatorie”.

Ci si chiede se una proposta di contratto così formulata sia legittima nella forma e nella sostanza, contenendo un termine certo per la chiusura del contratto che certo non è per niente.

Si aggiunga che altre clausole restrittive limitano la libertà di scelta dell’aspirante supplente nel caso in cui tale termine si rivelasse sicuramente incerto e nel frattempo egli fosse destinatario di altre proposte “al 30 giugno” senza ulteriori limitazioni.

Se è vero che un contratto di lavoro debba avere una data certa e che nel frattempo ci sono operazioni di stabilizzazione, convocazioni ed approvazioni di graduatorie che possono confliggere con queste proposte di fatto “fino ad avente diritto”, la situazione poteva e doveva risolversi stabilendo quale termine per questi contratti non il 30 giugno, bensì la data delle operazioni di convocazione di eventuali subentranti da nuove graduatorie.

A mio modesto avviso (non sono un giurista) un contratto con data certa, che certa non è, presenta un vizio di legittimità formale e sostanziale.

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