Aspettativa di vita alta? Studenti, bastoni della vecchiaia

di Vincenzo Brancatisano
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La scuola e i suoi studenti al servizio della società. Con un’aspettativa di vita molto alta – 85 anni per una bambina di oggi, 81 per un bambino – la società dovrà trovare nuove forme di organizzazione e sostegno sociale.

Come affrontare il mondo che cambia? Può la scuola assumere la scommessa di fare da protagonista in questo cambiamento epocale? È con questo spirito che parte a Modena un interessante progetto sociale che vede come protagonista la scuola pubblica e i propri attori: gli insegnanti e gli studenti.

Primo nel suo genere, è stato inaugurato ieri all’interno della scuola modenese con un incontro che ha visto illustri ospiti confrontarsi sul tema della professione di Operatore socio-sanitario, un nuovo laboratorio dotato di tutte le più importanti attrezzature, per mettere in pratica le conoscenze teoriche e prepararsi alla professione di Operatore Socio Sanitario. L’Istituto Cattaneo- Deledda – il primo nella provincia di Modena ad aver attivato il percorso OSS, nato da un protocollo di intesa tra l’Ufficio scolastico regionale e la Regione Emilia-Romagna – ha inaugurato uno spazio attrezzato per questo indirizzo di studi, realizzato all’interno della sede principale della scuola e perfezionato grazie al progetto europeo Erasmus+KA1, a cui partecipano i docenti dell’istituto.

Questo laboratorio – ha esordito il dirigente scolastico De Mizio – è la prova della passione degli insegnanti per il loro lavoro e dell’impegno dei ragazzi, in un percorso professionale molto richiesto dalla società di oggi. Grazie all’Accordo tra Stato e Regione Emilia-Romagna – ha proseguito – abbiamo istituito questo percorso di qualifica che un ragazzo può svolgere qui, nella scuola pubblica, risparmiando tempo e denaro.

Un ulteriore passo in avanti è rappresentato da questo laboratorio attrezzato all’interno del nostro istituto – sottolinea De Mizio – una novità a livello nazionale”. Nella giornata inaugurale ha presenziato Stefano Bonaccini, governatore uscente della Regione Emilia Romagna, ancora una volta artefice, questa Regione, di importanti innovazioni sul piano della formazione e dell’istruzione.

“Ci tenevo ad essere qui oggi”, ha esordito Bonaccini. “Come Regione abbiamo investito molto sulla formazione tecnico professionale, ambito il cui il Paese Italia aveva invece disinvestito, tanto da causare alle imprese non poche difficoltà nel reperire figure professionali formate. Questo in ambito manifatturiero, soprattutto, ma anche in altri settori: figure come quelle dell’operatore socio-sanitario – ha ribadito – saranno sempre più necessarie e fondamentali in futuro, visto il progressivo invecchiamento della popolazione”.

Con un’aspettativa di vita molto alta – si diceva – la società dovrà trovare nuove forme di organizzazione e sostegno sociale. Come affrontare il mondo che cambia? “Innovando e accettando le nuove sfide – ha affermato Bonaccini – mettendo a disposizione le migliori risorse per garantire il percorso di studio ai giovani e l’ingresso nel mondo del lavoro. Sapendo che – ha concluso – il 70 per cento delle professioni che andranno a fare questi giovani non esistono ancora”.

Sono seguiti quindi gli interventi dell’Assessore Baracchi e di don Gabriele Semprebon, della docente Margherita Botti e di Gianpiero Morini, esperto esterno della preparazione all’esame di qualifica. Cristina Fratta, docente che ha preso parte al progetto Erasmus+KA1 “A Challenge in European Professional Development”, ha quindi illustrato per immagini le tappe che hanno portato alla realizzazione del laboratorio dopo la partecipazione al job shadowing dell’Erasmus a Kuopio, in Finlandia, ospiti di un Istituto professionale per operatori socio-sanitari.

“Un vero e proprio scambio di idee – ha affermato – da cui è nata una disseminazione ricca di frutti per tutti noi e in particolare i nostri ragazzi, che ora hanno a disposizione un ambiente unico per le loro esercitazioni professionali”.

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