Asor Rosa “riformulare i programmi per studiare anche il ‘900”. Ma così la scuola sarà veramente moderna?

di Giulia Boffa
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Asor Rosa ha scritto un articolo su Repubblica a proposito della sperimentazione dei licei brevi.

Secondo l’autore occorre che i docenti approfondiscano la letteratura, e non solo, degli ultimi decenni, perché i ragazzi capiscano a pieno cosa succede oggi.

Diplomare ragazzi un anno prima in Italia non porterà a sconfiggere la disoccupazione: continuare a paragonare l’Italia a quei Paesi europei dove la situazione economica è ben diversa non ha senso.

Occorre, secondo Asor Rosa, che i giovani siano preparati e colti, e per ottenere questo è necessario investire nell’istruzione, cosa che l’Italia non fa, anzi la spesa si abbassa ogni anno di più: la scuola non deve portare profitto economico, dice tra le righe l’autore.

Invece di togliere un anno dai licei, occorre invece allungare e modernizzare i programmi insieme ad un costante aggiornamento dei docenti, spiega l’autore.

All’articolo di Asor Rosa risponde Davide Brullo dalle pagine del Giornale.

Brullo accusa Asor Rosa di non conoscere l’attualità della programmazione nelle scuole. Non è questione di modernizzare, lo studio del Novecento è previsto nelle scuole;  occorre invece che i docenti siano liberi di scegliere cosa insegnare, al di là dei programmi “pensati per coltivare idioti” scrive, devono costruire essi un percorso di studio insieme alle loro classi per far capire, continua, che la “cultura è lavoro, che con la cultura cioè, con la testa si può lavorare per davvero”.

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