Asilo nido, quali spese si possono detrarre

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Per le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 19 per cento delle predette spese.

E’ quanto stabilito dalla circolare 7/E/2017 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate e dalla Consulta nazionale dei Caf, con la quale fatta luce sulle voci detraibili nella dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia specifica che si considerano asili nido “le strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni” e che è il beneficio fiscale riguarda sia le somme versate ad asili nido pubblici sia a quelli privati. Le bambine e i bambini per i quali compete l’agevolazione sono quelli ammessi e che frequentano l’asilo.

Tra le spese detraibili rientrano anche quelle sostenute per la frequenza delle cosiddette ‘sezioni primavera’ che assolvono alla stessa funzione degli asili nido, il servizio fornito nella provincia autonoma di Bolzano dagli assistenti domiciliari definiti ‘Tagesmutter’ (cosiddetta ‘mamma di giorno’). Negli altri casi è necessario verificare di volta in volta “l’affinità dei presupposti e delle finalità del servizio di assistenza domiciliare all’infanzia a quelle degli asili nido, nonché la conformità dello svolgimento delle attività, quanto a modalità gestionali e caratteristiche strutturali”.

L’importo massimo della spesa ammessa in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido ed è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto. Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2017 con il codice 33. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Tra la documentazione da conservare al fine della detrazione rientrano la fattura, il bollettino bancario o postale, la ricevuto o quietanza di pagamento. Qualora il documento di spesa sia intestato al bimbo, o ad uno solo dei genitori, ricorda l’Agenzia, è comunque possibile specificare, tramite annotazione sullo stesso, le percentuali di spesa imputabili a ciascuno dei genitori.

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