Asili nido, in Italia copertura in aumento, ma la media europea resta lontana

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Aumentano i servizi per la prima infanzia, con più posti disponibili e più fondi stanziati, ma non abbastanza da raggiungere la media europea.

Siamo al 25,5% contro il 335 di obiettivo europeo. Nonostante le regioni del Sud registrino l’incremento più significativo rispetto all’anno precedente, continua a esistere il forte divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

Aumentano notevolmente anche le spese sostenute dalle famiglie che spesso decidono di rinunciare a far frequentare i nidi ai propri figli (dall’8% del 2008 al 12,9% del 2019) proprio per ragioni economiche.

La stima della spesa annua per il servizio di asilo nido a carico di una famiglia, infatti, è passata dai circa 1.570 euro del 2015 ai 2.208 euro del 2019. L’analisi della situazione viene tratteggiata dall’Istat nel report “Offerta di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia. Anno educativo 2018/2019”.

Il reddito netto annuo delle famiglie con bambini che usufruiscono del nido è mediamente più alto (37.699 euro) di quello delle famiglie che non ne usufruiscono (31.563 euro).

Anche il grado d’istruzione dei genitori si associa alla frequenza del nido: in quasi la metà casi è una laurea o un titolo superiore (49,5%); le quote sono decisamente più basse per il diploma superiore (31,8%) e per la licenza media (18,7%).

In particolare le regioni del Sud fanno registrare l’incremento di posti più significativo, pari al 5,6%, rispetto all’anno educativo 2017/2018, contro lo 0,3% a livello nazionale. Ma a livello regionale i livelli di copertura più alti si registrano in Valle D’Aosta (45,7%), Umbria (42,7%), Emilia Romagna (39,2%), Toscana (36,3%) e nella Provincia Autonoma di Trento (38,4%). Tendenzialmente l’offerta di servizi si concentra nei grandi comuni e nelle aree più sviluppate economicamente.

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