Asili nido, Bianchi: “Tema fra i più importanti. Il nostro obiettivo è di innalzare il livello in tutto il Paese”

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“Rispetto alle 6 riforme del Pnrr, pilastri di un ripensamento complessivo, siamo in condizione di rispettare i tempi e li manterremo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, audito dalle Commissioni riunite 5°, 7° e 14° del Senato.

Per quanto riguarda le infrastrutture, Bianchi ha detto che “la valorizzazione del sistema parte dalla messa in sicurezza, che richiede non solo la definizione degli investimenti in edilizia ma anche la definizione di linee guida per gli investimenti successivi per guidare poi i comportamenti di enti e province anche in futuro. Sulle infrastrutture abbiamo già lanciato bandi per 10 miliardi: 9,1 mld e 900 mln riferiti alla gestione dei nidi“.

Il ministro ha detto che, per il bando sulle nuove scuole, sono stati stanziati 800mln, ma sono arrivate domande per 3 mld e 171 mln. Bianchi ha poi ricordato che è stata creata una task force di esperti che si sono interrogati sulle caratteristiche che avrebbe potuto avere una “scuola nuova”: una scuola a basso consumo energetico e di acqua, costruita con strutture sostenibili, con spazi accoglienti che possano essere fruiti dalla comunità; una scuola con spazi pedagogici adatti a una trasformazione della didattica, che venga quindi percepita come una risorsa della comunità educante. Anche per quanto riguarda mense e palestre, le domande arrivate hanno superato le risorse disponibili: per le mense erano a disposizione 400 mln abbiamo e sono arrivate domande per più di 500; per le palestre i fondi a disposizione erano 300mln e sono arrivate domande per 2 mld e “Il tema dei nidi è uno tra i più importanti del Pnrr, perchè riguarda le strutture sociali del Paese. Il nostro obiettivo è innalzare in tutto il paese il livello di asili nido per raggiungere la soglia del 33%. Questo è uno dei punti cruciali per il nostro Paese: quando parliamo di scuole stiamo parlando del futuro del nostro Paese“.

Ci siamo interrogati sul perchè non ci sia stata una risposta soddisfacente, in particolare nelle zone del Sud– ha detto Bianchi- La prima risposta che ci siamo dati è stata una mancanza di risorse per la gestione futura di queste strutture, ma appunto per questo sono stati stanziati i 900mln. Quindi ci siamo dati una risposta di tipo sociale: a causa della disoccupazione femminile non è avvertita l’esigenza di creare asili nido, in un circolo vizioso che porta però le donne a non cercare lavoro. Altra risposta può essere stata la difficoltà di reperire le certificazioni di vulnerabilità sismica. Per questo– ha detto Bianchi- Abbiamo deciso di fare un secondo bando. Stiamo spingendo i comuni a cogliere queste opportunità“.

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