Ascoltare musica con i propri figli migliora il rapporto con loro. Lo dimostra una ricerca dell’Università dell’Arizzona

di Elisabetta Tonni
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Il famoso patto educativo, almeno fra genitori e figli, potrebbe ripartire dalla musica. Si sa che le note sono considerate da molti “la voce di Dio”. Quale strumento più adatto, allora, per compiere il miracolo di ritrovare il dialogo in famiglia?

Il detto popolare sembra trovare riscontro in una ricerca dell’Università dell’Arizzona, pubblicata sulla rivista rivista Journal of Family Communication.

Secondo i ricercatori americani condividere l’ascolto di un brano musicale senza l’isolamento delle cuffiette può contribuire a migliorare l’intesa fra genitore e figlio.

Come tutte le buone prassi, è bene che l’esperienza inizi il prima possibile, quindi sin dall’infanzia.

La notizia è stata ripresa in Italia anche dal sito Repubblica.it che riporta le dichiarazioni dell’autore della ricerca, Jake Harwood: “Se si hanno bambini piccoli e si ascolta o si fa musica con loro, questo aiuta ad essere più vicini. Se si hanno degli adolescenti e si riesce ad ascoltare musica insieme o condividere esperienze musicali con loro, questo ha un effetto ancora più forte sulla relazione futura“.

Secondo la ricerca, i ragazzi più grandi che hanno avuto esperienza durante l’infanzia di “condivisione musicale” non estemporanea con i loro genitori risultano avere una percezione positiva del rapporto familiare.

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