Articolo 18 e contratto a tutele crescenti: cosa cambierà nel pubblico impiego?

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Arriva l’annuncio ufficiale del Ministro Madia la quale afferma che con la riforma della pubblica amministrazione sarà sanato anche l’ambito di applicabilità dell’articolo 18 nel pubblico impiego.

Arriva l’annuncio ufficiale del Ministro Madia la quale afferma che con la riforma della pubblica amministrazione sarà sanato anche l’ambito di applicabilità dell’articolo 18 nel pubblico impiego.

La presa di posizione ufficiale arriva dopo la sentenza numero 24157 del 2015, della Corte di Cassazione che ha fissato la possibilità di estendere anche nel settore pubblico l’applicazione delle tutele contro i licenziamenti illegittimi.




I giudici hanno fatto notare che l’applicazione dell’articolo 18 è automatica nel pubblico impiego per quel che riguarda tutti i dipendenti con contratto. Tale precisazione ha come conseguenza che anche il meccanismo delle tutele crescenti, introdotto lo scorso marzo, sarà esteso anche nel settore pubblico con la possibilità di dover pagare soltanto un indennizzo in base all’anzianità di servizio del dipendente (per un massimo di 24 mesi) in caso di licenziamento illegittimo.

Prima della sentenza quello che era stato recepito era che il contratto a tutele crescenti fosse esclusivamente applicato al settore pubblico, ma nella riforma dell’articolo 18 non vi alcun cenno di distinzione tra lavoro pubblico e privato.

Riaprendo la questione i supremi giudici hanno posto il Governo di fronte alla necessità di intervenite quanto prima con una normativa che possa limitare l’estensione dell’articolo 18 nel lavoro pubblico.

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