Arriva dicembre e arriva anche l’autogestione. Un sondaggio di Skuola.net

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Un sondaggio di Skuola.net ha affrontato l'argomento delle proteste studentesche: la preferenza va alla autogestione, che per i ragazzi è meglio se attaccata alle vacanze di Natale.

Un sondaggio di Skuola.net ha affrontato l'argomento delle proteste studentesche: la preferenza va alla autogestione, che per i ragazzi è meglio se attaccata alle vacanze di Natale.

Uno su 3 racconta che il suo istituto è in fermento e l’autogestione è il mezzo che circa il 67% dei ragazzi in protesta predilige per farsi sentire. Ma quando 1 su 3 dei manifestanti sceglie invece di occupare la scuola, spesso lo fa in maniera consapevole visto che l’84% di chi la porta avanti sa bene che è considerata illegale. A raccontarlo sono circa 1550 studenti delle scuole superiori in una web survey di Skuola.net.

Il 28% dei ragazzi è convinto che l’occupazione non sia una forma di protesta corretta, un altro 26% di intervistati racconta che la sua è stata una scelta obbligata: si è trovato in autogestione perché la maggioranza dei suoi compagni non ha votato per l’occupazione, anche se lui l’avrebbe preferita.

Solo l'8% degli studenti scelgono per l’organizzazione di qualche corso autogestito perché l’occupazione è illegale,  e quasi altrettanti quelli che scelgono questa forma di protesta più soft per paura di ritorsioni di prof e preside. Il parere dei genitori conta solo per il 2%.
Più di 1 studente su 2 che  ha preso parte all'autogestione racconta che nella sua scuola è stato tutto organizzato nei minimi dettagli con corsi, approfondimenti e, a volte, persino qualche piccolo lavoro di manutenzione.Un altro 26% di studenti ha infatti raccontato al portale di non essere riuscito a coinvolgere tutti i compagni.
Più di 1 ragazzo su 3 che l’ha svolta dice che anche i prof la possono appoggiare. 

Un altro 52% non ha riscontrato particolari reazioni, positive o negative che siano, da parte dei suoi insegnanti. A dire di essere stato minacciato da loro con piccole ritorsioni, solo 1 teenager su 10 circa.

Chi invece ha scelto di prendere possesso della sua scuola occupandola, l’ha fatto perché preferisce la mano pesante. Nel 62% dei casi, chi occupa è convinto che questa sia la forma di protesta più efficace. Non manca un piccolo 15% che la preferisce perché gli permette di divertirsi in compagnia dei suoi amici, e un 7% perché gli dà la scusa per non fare lezione. Più “pecorone” l’8%: lui ha scelto di occupare la sua scuola solo perché si è accodato alla maggioranza. 

Anche l’organizzazione dell’occupazione è per il 53% delle volte da 10 e lode, anche qui con corsi, lezioni e piccoli lavori di sistemazione dell’istituto. Non manca anche in questo caso chi ha avuto qualche problema a coinvolgere gli altri studenti, un altro 29% del campione. Più restii a questa forma di protesta sono i professori, visto che il numero di chi racconta di essere stato ostacolato da loro con minacce di ritorsioni sale dal 10% dell’autogestione,  al 30% circa in caso di scuole occupate.

IL motivo principale della protesta è La Buona Scuola: contro la riforma si organizzano il 31% delle autogestioni e il 46% delle occupazioni. 

Oltre che per il no alla legge 107, si occupa per problemi interni della scuola (28%) o per dire “No” alla politica che il Governo attua nei confronti dei giovani (14%). 

Più superficiali sembrano i motivi che portano a scegliere l’autogestione: dopo La Buona Scuola, circa 1 studente su 5 la vota perché la considera un’occasione per divertirsi insieme ai suoi amici. Un più serio 14% la sceglie per far sentire la sua voce rispetto ai problemi interni al suo istituto e solo 1 su 10 per manifestare contro le politiche che il Governo adotta nei confronti dei giovani.
Ma pur essendoci un’agitazione generale nelle scuole italiane, non tutti gli studenti ne prendono parte attivamente. In particolare, il 67% che racconta al portale di avere la scuola in autogestione, è composto anche da un 9% che non vi ha preso parte. Stesso discorso per le occupazioni, visto che il 36% di chi afferma di vedere i cancelli del suoi istituto sbarrati per colpa di questo tipo di protesta, è composto da un buon 15% che ha scelto di restare a casa. Non può perdere giorni di scuola che potrebbero essere preziosi. Questo è il motivo principale del 19% di chi si è dissociato dalla protesta in generale, mentre un altro 16% ha deciso di farsi furbo: meglio restare a casa a studiare per recuperare qualche insufficienza, piuttosto che perdere tempo in autogestioni o occupazioni.

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