Area unica Sostegno scuole superiori: le discriminazioni continuano?

di Lalla
ipsef

Paolo Muroni – Scrivo per esprimere tutto il mio dissenso in merito a quanto letto nella circolare inviata dal CNPI al Ministro Pubblica Istruzione datata 6 Ottobre 2010 inerente la riorganizzazione delle classi di concorso, con particolare riferimento all’unificazione delle aree disciplinari sul sostegno solo per le Graduatorie di istituto. E le graduatorie ad esaurimento?

Paolo Muroni – Scrivo per esprimere tutto il mio dissenso in merito a quanto letto nella circolare inviata dal CNPI al Ministro Pubblica Istruzione datata 6 Ottobre 2010 inerente la riorganizzazione delle classi di concorso, con particolare riferimento all’unificazione delle aree disciplinari sul sostegno solo per le Graduatorie di istituto. E le graduatorie ad esaurimento?

Riporto in breve i pareri espressi dal CNPI inerenti l’unificazione aree:

a.. saranno superate le Aree disciplinari in ordine al sostegno alle superiori a cominciare dalle graduatorie di istituto di II e III fascia;
a.. in riferimento al superamento delle aree disciplinari in ordine al sostegno nella scuola superiore, il CNPI ravvisa l’esigenza di accompagnare tale processo con opportuni momenti di verifica, al fine di evitare eventuali effetti di squilibrio nella distribuzione delle competenze afferenti alle diverse aree disciplinari;

Sono sconvolto da quanto letto. A prescindere dal fatto che le aree Disciplinari non hanno fondamento legale come ben si sa (lex 104 comma 5 comma art.13 ), a prescindere dal fatto che i docenti di sostegno hanno un titolo MULTIDISCIPLINARE e POLIVALENTE, ritengo che sia una vera assurdità non estendere l’area unica alle graduatorie ad Esaurimento.

Non estendere l’area unica alle GaE , non risolverebbe il problema perché chi si trova inserito in esse sarebbe ulteriormente discriminato dato che nelle Grad. d’Istituto sarebbe inserito in I° fascia e non nella II° e III°. In sostanza ci sarebbe un’esclusione dagli incarichi e iniquità nella distribuzione delle cattedre proprio nei confronti di docenti con titolo e con maggiori anni di servizio. Quest’assurda proposta altro non farebbe che lasciare a casa proprio coloro che dovrebbero lavorare. Mi dispiace dirlo ma se ciò fosse approvato, non sarebbe altro che la tipica "Furbata" all’italiana, furbate che tra
l’altro il governo Berlusconi in più occasioni ha dichiarato apertamente di combattere ed eliminare.

Si parla di cambiamento ma in concreto tutto rimane allo stato attuale. Se non si cambia veramente si continuerà, a mantenere in piedi un sistema che spesso ha visto assegnare cattedre di sostegno, basandosi non sul merito o punteggi maturati, ma secondo delle scelte clientelari operate da dirigenti scolastici compiacenti, sindacalisti o dai coordinatori gruppo GLH.

Addirittura si assisterebbe ad un vero e proprio peggioramento, perché verrebbero assegnate cattedre a docenti non inclusi in graduatorie ad Esaurimento ( II° fascia) e privi di specializzazione (III° fascia). Inoltre è oramai noto a tutti che, nonostante vi sia la suddivisione in aree disciplinari la stragrande maggioranza dei docenti lavora con l’alunno disabile su tutte le discipline e non per aree disciplinari, sistema che ha dato sin ora ottimi risultati e ben collaudato. Non comprendo pertanto, il perchè da parte del CNPI di accompagnare tale processo di superamento delle aree disciplinari, con l’esigenza di opportuni momenti di verifica…, a detta loro. Tale motivazione, a mio modesto avviso, potrebbe essere la SOLITA "pezza giustificativa" affinché nulla cambi.

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Giuseppina Cacioppo – Sono una docente precaria di Sostegno in Area Umanistica. Ho avuto modo di leggere tutte le news circa l’area unica di sostegno. Io e tantissimi miei colleghi siamo assolutamente contrari! Cerchero’ di esporre via via le motivazioni.

Innanzitutto abbiamo intrapreso un percorso di studi ben preciso (il diploma stesso di abilitazione parla chiaro: "area umanistica, scientifica.."), abbiamo frequentato laboratori specifici a seconda delle nostre competenze e conoscenze; abbiamo investito tempo e denaro, certi che avremmo raggiunto un obiettivo ben preciso e regolato in maniera chiara, senza fraintendimenti. Perche’, allora, cambiare lo
"status quo"? molti colleghi con i quali ho avuto modo di parlare gia’ pensano a possibili ricorsi futuri.

La suddivisione in aree ha una sua precisa motivazione: innanzitutto e’ una commissione, alla fine della scuola media, a valutare quali siano i punti deboli del ragazzo e in base a questo viene assegnata un’area. E’ giusto che sia cosi’.

Noi offriamo a questi ragazzi innanzitutto ciò che siamo, il nostro bagaglio di conoscenze, le nostre esperienze sul campo. Non siamo improvvisatori. Se le ore di sostegno vengono spalmate su altre discipline non pertinenti alla propria area, il docente specializzato potra’ mettersi alla prova, studiare, sperimentare (a volte anche per la prima volta…) ma di sicuro non avra’ il dono dell’onniscienza. Cio’ che e’ nella prassi, non puo’ diventare regola! anche perche’ non veniamo pagati per scoprire le discipline insieme al ragazzo, ma per aiutarlo in quelle dove ha dimostrato, in passato, di avere delle
importanti lacune. E’ vero, non dobbiamo essere "meri ripetitori" dei contenuti gia’ esposti dai docenti curriculari…..la 104 parla di altro.

Si accenna al processo di integrazione…. termine che mi fa pensare a un bellissimo albero con tanti rami (il legame con i compagni) e con delle radici costituite proprio dal processo di Insegnamento- Apprendimento. Ad esempio: se un ragazzo diversamente abile non sa leggere o scrivere..non si sentira’ mai ben INTEGRATO con i suoi compagni!

Allora, il mio compito di insegnante di area umanistica sara’ quello di AIUTARLO AD ACQUISIRE tutti gli strumenti necessari per riuscire nella letto-scrittura e di conseguenza potra’ vivere meno il
suo svantaggio; infatti per lui era stata in precedenza individuata questa area, proprio in virtu’ dei suoi punti deboli.

Io intendo questo per professionalita’, merito e qualita’ del servizio. Trovate "professionale" che tanti colleghi di area tecnica esercitino (diciamo nel pomeriggio) la professione di avvocato, ingegnere, architetto? Le loro energie non mi sembrano interamente dedicate alla scuola! e’ qualita’ del servizio che molti colleghi dell’area AD03 siano semplicemente diplomati (trattamento testi) con l’abilitazione su sostegno? I colleghi laureati, credo, hanno dovuto faticare molto di piu’! Se proprio dobbiamo subire "in itinere" il rovesciamento di un sistema gia’ consolidato, ritengo che si debba iniziare proprio da un livello di parita’ per tutti: una sola professione, tutti laureati e insegnanti di sostegno per tutta la carriera (niente passaggio di punti)!

Io e molti altri miei colleghi abbiamo SCELTO di insegnare e abbiamo frequentato l’universita’. Perche’ allora dobbiamo essere penalizzati dall’unificazione delle aree? Inoltre, molti colleghi non sanno che
l’unificazione delle aree comportera’ sicuramente un ridimensionamento delle disponibilità (pensiamo alla AD00)..Della serie "nessuno si lamentera’, tanto le aree sono unite". Credo che l’obiettivo prioritario per adesso sia l’aumento delle ore di sostegno ai nostri ragazzi..questo e’ il bene comune per loro e per noi. Il resto e’ "coltivare il proprio orticello".
Vorrei invitare tutti coloro i quali la pensano così a lasciare il loro indirizzo e mail a : [email protected]

e sul gruppo Facebook "No all’abolizione delle aree di sostegno"

Il parere del CNPI

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