Arcivescovo di Milano, docenti passano da paritarie a statali per stipendi più alti

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La difficoltà delle scuole paritarie consiste in un calo di iscritti (per motivi demografici), ma anche all’assenza di fondi pubblici e alla scelta dei docenti di migrare dalle scuole private a quelle statali.

E’ il sunto di quanto affrontato in un incontro a Varese fra l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, e i rappresentanti delle scuole cattoliche di ispirazione cristiana.

Come si legge su VareseNews.it, si tratterebbe del primo di una serie di incontri.

Durante l’incontro, l’Arcivescovo si è rivolto direttamente ai docenti ai quali ha ricordato che “La responsabilità educativa è primaria per la Chiesa. Ritengo che l’istruzione sia un mezzo prezioso con cui portare alla luce uomini e donne liberi. L’obiettivo di voi insegnanti è infatti quello di formare persone responsabili, critiche, capaci di resistere alle pressioni delle mode e pronte a mettersi al servizio degli altri“.

E ha aggiunto: “Spesso i docenti preferiscono una posizione statale piuttosto che privata. Sono molti gli insegnanti che iniziano a lavorare nelle nostre scuole e poi si trasferiscono in istituti statali, solitamente attirati da retribuzioni più alte. Ritengo che la convergenza su un piano educativo centrato sulla visione cristiana dell’uomo, così come il clima di rispetto e serenità che si dovrebbe respirare in una scuola cattolica siano elementi in grado di favorire il lavoro dei docenti“.

Poi ha posto l’accento sulle politiche dello Stato che nel non destinare i fondi pubblici alle scuole paritarie ostacola le famiglie che non possono permettersi la retta nella scelta fra educazione privata ed educazione statale.

All’incontro era presente anche il direttore dell’Ufficio scolastico della provincia di Varese, Giuseppe Carcano, che ha detto: “La scuola pubblica è composta sia da istituti privati paritari che statali. Dentro le scuole paritarie ci sono migliaia di studenti e sarebbe assurdo se le istituzioni pubbliche non si interessassero a queste realtà. Ai nostri tavoli di discussione partecipano già molte scuole private. Il nostro obiettivo è quello di continuare questa collaborazione tra scuole private e istituzioni statali e renderla sempre più efficiente“.

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