Arbitraria distribuzione delle immissioni in ruolo su base territoriale: procedure nomina commissario ad acta per esecuzione sentenza

di Lalla
ipsef

inviato da Emma Giannì*- I precari della scuola Siciliani che coraggiosamente lottano da 3 anni contro i tagli alla scuola hanno ottenuto una importante sentenza che crea un precedente significativo sul piano nazionale perchè mette il naso dentro i criteri di ripartizioni dei contingenti regionali per le immissioni in ruolo. Con la sentenza n.4286 del 14/7/11, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, predisposto dallo studio legale dell’ Avv. Fabio Rossi, nei confronti dell’arbitraria distribuzione su base territoriale, da parte del Ministero dell’ Istruzione, delle immissioni in ruolo disposte dal 2008 in poi.

inviato da Emma Giannì*- I precari della scuola Siciliani che coraggiosamente lottano da 3 anni contro i tagli alla scuola hanno ottenuto una importante sentenza che crea un precedente significativo sul piano nazionale perchè mette il naso dentro i criteri di ripartizioni dei contingenti regionali per le immissioni in ruolo. Con la sentenza n.4286 del 14/7/11, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, predisposto dallo studio legale dell’ Avv. Fabio Rossi, nei confronti dell’arbitraria distribuzione su base territoriale, da parte del Ministero dell’ Istruzione, delle immissioni in ruolo disposte dal 2008 in poi.

In particolare, il citato organo giudiziario, creando un importante precedente riguardo alla piena sindacabilità dell’attività ministeriale in materia, ha accertato “l’assenza di un’adeguata motivazione e, a monte, di una congrua istruttoria a sostegno della disposta ripartizione del contingente fissato di assunzioni tra le province meridionali e quelle del centro nord”; rilevando, in particolare, come, a fronte di ben otto udienze e nonostante le ripetute richieste di chiarimenti da parte dell’Autorità giudiziaria, “non sono emerse modalità aritmetiche o logiche” di ripartizione regionale e provinciale delle 83.000 assunzioni a tempo indeterminato approvate dal Ministero dell’ Istruzione.

In seno al ricorso si erano, peraltro, ripetutamente richiamate le numerose disposizioni normative che, nella determinazione della consistenza degli organici, impongono all’Amministrazione particolare tutela per le “aree metropolitane a forte rischio di devianza minorile e giovanile”; norme cui tuttavia, il Ministero ha mostrato di non aver dato alcun peso.

Dall’annullamento dei decreti ministeriali da parte del Consiglio di Stato discende l’obbligo del MIUR di rinnovare le procedure di reclutamento secondo criteri di trasparenza e tenendo nel debito conto le esigenze educative e l’alto tasso di precariato presenti nel meridione d’Italia e, in particolare, nelle province di Catania ed Enna.

La sentenza è comunque una pronunzia di merito e di ultimo grado, come tale assolutamente definitiva; non si vede, quindi, come il Ministero potrebbe pretendere di sottrarsi alla sua esecuzione. Per tale eventualità, i ricorrenti hanno già conferito mandato di non trascurare alcuna azione utile al ripristino della legalità, sia con richiesta di nomina di un Commissario ad acta per ottenere un congruo numero di posti di ruolo come risarcimento di quelli non dati negli anni scorsi, che in sede risarcitoria e soprattutto penale.

Sia per la nomina di un commissario ad acta sia per procedere all’azione penale essendo il tribunale competente quello romano, c’è bisogno di una cifra che per i ricorrenti è molto alta, per questo chiediamo a tutti un contributo dato che i risultati della sentenza avrebbero ricadute positive su tutti i Precari della scuola del meridione d’Italia. La sentenza avrebbe anche un altissimo valore "politico" dando l’ennesima spallata a questo Ministro oltre ad essere da monito per quelli a venire.

Chiunque fosse disponibile a contribuire (anche associazioni, partiti e sindacati) può mandare una mail all’indirizzo: [email protected] o visitare la pagina facebook all’indirizzo: www.facebook.com/reteprecariscuolasicilia

*Rete Precari Scuola Sicilia

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