Aran-sindacati, scontro sulle sanzioni disciplinari per i docenti

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Si è svolto oggi, 14 maggio, l’incontro tra Aran e sindacati per discutere il tema spinoso delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni per il personale docente ed educativo.

La materia, rinviata dal CCNL “Istruzione e ricerca” 2019/21 (art. 178 comma a), è oggetto di un’apposita sessione negoziale, non essendo stato raggiunto un accordo durante il rinnovo contrattuale.

Fracassi (Flc Cgil): “Impossibile condividere la proposta Aran”

L’Aran ha riproposto il testo già presentato durante le precedenti trattative, che prevede un inasprimento del sistema sanzionatorio, in gran parte mutuato dal Dlgs 165/01 come modificato dal DL “Madia”. Tale proposta attribuirebbe ai dirigenti scolastici – caso unico nella Pubblica Amministrazione – la possibilità di irrogare sanzioni fino a 10 giorni di sospensione, prevedendo un organismo di garanzia a tutela della libertà di insegnamento.

Gianna Fracassi, segretario generale della Flc Cgil, ha ribadito l’impossibilità di condividere la proposta Aran. La posizione del sindacato si basa su due punti fondamentali:

  • Disparità di trattamento rispetto al restante personale PA: la sospensione dal servizio fino a 10 giorni è competenza dell’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) per tutti i dipendenti pubblici, mentre la proposta Aran attribuirebbe questo potere ai dirigenti scolastici, creando una disparità.
  • Tutela della libertà di insegnamento: per i docenti, la garanzia di un organismo a tutela della libertà di insegnamento è fondamentale. Questo organismo dovrebbe vigilare non solo sulle condotte antidoverose, ma anche su eventuali interferenze nell’autonoma attività didattica, che potrebbero compromettere l’esercizio di tale libertà.

La posizione della Flc Cgil

Secondo la FLC CGIL, la norma introdotta dal decreto “Madia”, che attribuisce ai dirigenti scolastici la responsabilità disciplinare, non può essere applicata finché non sarà regolata in sede contrattuale. La giurisprudenza ha ripetutamente confermato questa interpretazione.

Pertanto, il sindacato ritiene impossibile, allo stato attuale, regolare la materia per via contrattuale, poiché ciò comporterebbe un peggioramento del sistema sanzionatorio per il personale docente.

La posizione dell’Aran

Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, ha aggiornato l’incontro riservandosi di presentare un testo che tenga conto delle obiezioni sollevate dai sindacati. Tuttavia, ha sottolineato la difficoltà di trovare una soluzione a causa dei limiti imposti dalla legge alla regolamentazione contrattuale.

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