Aran: 19 e 20 giugno giorni decisivi per rinnovo rappresentatività sindacati. ANIEF, Pacifico: chi ha perso si faccia da parte

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I prossimi giorni sono cruciali per il rinnovo della rappresentatività dei sindacati, ad un anno dalle elezioni RSU. Facciamo il punto con Marcello Pacifico.

Siamo a un punto di svolta?

Partiamo da un punto chiaro e semplice: la legge dice che ogni tre anni nei comparti pubblici si deve votare e chi raggiunge il 5% della rappresentatività tra deleghe e voti ha diritto alle prerogative sindacali per poter rappresentare i lavoratori al tavolo. Una regola democratica evidente. É trascorso più di un anno, però. Perché ancora siamo a un punto fermo? C’è una direttiva del ministro Bongiorno, c’è la certificazione provvisoria dei dati da parte di Aran, cosa stiamo aspettando?

Lo chiediamo a Lei

In verità, aspettiamo che chi ha perso le elezioni si rassegni al fatto che in democrazia chi perde non può impedire a chi vince di rappresentare i suoi elettori e gli interessi della scuola tutta. Sembra che alcuni sindacati si oppongano strumentalmente alla firma del CCNQ relativo  a permessi e distacchi? Forse perché ne perderanno parecchi? Non so più cosa pensare, visto che il testo proposto dal Governo è uguale a quello degli anni passati già da loro sottoscritto in tempi non sospetti. Così forse si pensa di rispettare la democrazia, il giudizio dei lavoratori?

So che non piace ma quando si disse che si dovevano ridurre i comparti e le aree noi facemmo ricorso e tutti quanti si opposero. Alla fine il giudice non ritenne la norma incostituzionale. Quindi, non capisco la novità di questo atteggiamento oppositivo. La verità è una: con questo rifiuto a firmare si vuole impedire ad Anief di esercitare le stesse prerogative sindacali, appannaggio fino a ieri di pochi in un comparto che rappresenta la metà del pubblico impiego.

Quindi, cosa farete?

Per dieci anni ci hanno detto che non potevamo fare assemblee perché non rappresentativi ora lo siamo ma non ce le fanno fare lo stesso. Ora basta, se non si firma in settimana l’accordo, visto che siamo in maggioranza nel tavolo, chiederemo l’intervento del giudice per far rispettare la Costituzione e la volontà di chi ha dato una delega e un voto. I lavoratori si rispettano, siano essi docenti, educatori e ata. Diverse sigle confederali sono disponibili a firmare il testo presentato dall’Aran. Il presidente dell’Aran vada alla conta e veda chi vuole vendere la propria storia per un pugno di ore e permessi sindacali. Dopo un anno, ad ogni modo, qualcuno dovrà pagare per questi ritardi e non certo chi ci ha dato fiducia alle nostre regole democratiche.

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