Apriamo le scuole, ma ad una condizione. Lettera

Lettera

Inviata da Fabio Albanese – Quando si cerca di spiegare ai genitori che le scuole (soprattutto infanzia e primaria, ma temo anche le medie) non possono riaprire senza violare le condizioni di sicurezza, i docenti vengono subito tacciati di non voler svolgere il proprio lavoro.

Allora, partiamo da un assunto, che mi pare oggettivo e non contestabile: in questo momento, l’unica norma di sicurezza realmente efficace, è quella più banale, ovvero saper mantenere le opportune distanze per evitare il contagio. Del resto ci hanno ripetuto fino alla nausea che le mascherine non servono e sappiamo che, ad oggi, non esistono né terapie preventive, né cure, contro il virus. E sappiamo anche che la stragrande maggioranza dei contagiati sono asintomatici o paucisintomatici, ma, comunque, contagiosi, e possono rappresentare un rischio per alcune categorie di adulti (e non solo). Serve, quindi a poco, o niente, misurare la temperatura al mattino, l’incubazione è asintomatica, contagiosa e dura anche una settimana (peraltro fino ad  oggi i bambini arrivano a scuola imbottiti di tachipirina anche per la semplice influenza).

Su questo siamo tutti d’accordo ?

E allora,per venire incontro alle “esigenze” dei genitori, cambiamo strategia: apriamo tutto, ma con una sola norma inflessibile ed inderogabile: è vietato, per chiunque,per qualunque motivo ed in ogni
momento, avvicinarsi ad altri, adulti o bambini, a meno di un metro di
distanza. Per ovvie ragioni di sicurezza di tutti: dei bambini e di chi
nella scuola vi opera.

Siamo ancora d’accordo ? Ottimo, proseguiamo.

Andiamo avanti, i genitori, prima di lasciare i propri pargoli a scuola,
dovranno insegnare loro che, per tutto il tempo scuola, in classe, in
ricreazione, al bagno, ecc., dovranno sempre e comunque mantenere la
distanza minima di un metro da altri compagni o dagli insegnanti. E non
dovranno giocare con nessun altro compagno. Non importa se nel grande o
piccolo gruppo. Basta un solo caso positivo e contagioso per diffondere
l’infezione. Magari, in ricreazione, tracciamo delle aree, ben distanti
le une dalle altre, all’interno delle quali i bambini possono liberamente muoversi, ma non possono uscirne o avvicinarsi ad altri bambini.

Io in una scuola così non ci andrei, ma se queste sono le condizioni per
poter stare tranquilli, proseguiamo.

Dai discorsi di certi genitori nei social network, sembra, infatti, che
non dovrebbe essere un’impresa ardua, quindi, certamente, i genitori si
impegneranno, senza scuse, a venirsi a riprendere i figli qualora
l’insegnante segnali che i pargoli non rispettano tale regola, ad
esempio tentando di giocare assieme ad altri compagni o avvicinandosi ai
docenti (che, ricordiamo, sono pagati per insegnare, non per offrirsi a
sperimentazioni sulla diffusione del virus).

A queste condizioni, domani si può riaprire tutto.

Ancora convinti che vi siano le condizioni per una riapertura SICURA
delle scuole ?
Oppure cosa intendete con SICURA ? Sicura per chi ? O per cosa ?

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