Aprea: se fossi ministro, superiori fino a 18 anni

di redazione
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red – "Se fossi il ministro per l’ istruzione, farei terminare i percorsi a 18 anni e non a 19 come avviene oggi. In un momento di grave crisi dell’occupazione giovanile, consentire ai ragazzi di anticipare il momento del probabile ingresso nel mondo del lavoro potrebbe migliorare la loro competitività in un sistema sempre più globalizzato".

red – "Se fossi il ministro per l’ istruzione, farei terminare i percorsi a 18 anni e non a 19 come avviene oggi. In un momento di grave crisi dell’occupazione giovanile, consentire ai ragazzi di anticipare il momento del probabile ingresso nel mondo del lavoro potrebbe migliorare la loro competitività in un sistema sempre più globalizzato".

Lo ha detto l’assessore all’istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, intervenendo alla Tavola rotonda ‘Dalla scuola al lavoro: esempi virtuosi e ostacoli da rimuovere’ organizzata nell’ambito della presentazione della ricerca condotta da Mc Kinsey& Company "Studio ergo Lavoro", secondo la quale le cause della disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 29 anni) sono solo in parte riconducibili alla recente crisi economica.
 
DAL DIRITTO ALLO STUDIO AL DIRITTO AL LAVORO – "Nel secolo scorso il nostro Paese – ha proseguito Aprea – ha fatto leggi per il diritto allo studio. Oggi dobbiamo occuparci del diritto al lavoro: la transizione dal mondo educativo al mondo del lavoro si sintetizza nello slogan di Regione Lombardia ‘studiare in azienda, trovare lavoro a scuola’. Sul tema formazione stiamo agendo con le reti orizzontali, mettendo a sistema i Poli Tecnico Professionali, l’ alternanza scuola – lavoro, il progetto Fixo, con Italia Lavoro e il Ministero del Lavoro che agevola la creazione di uffici di placement nella scuola secondaria superiore e investendo sui corsi regionali di istruzione e formazione professionale. A queste, si affiancano le filiere verticali, percorsi di istruzione tecnica superiore (Its e Ifts) che consentono agli studenti, dopo il conseguimento del diploma negli istituti tecnici, di frequentare corsi altamente specializzati in cui alternano la didattica tradizionale ai laboratori e alla pratica in azienda".
 
DIVERSIFICARE ESPERIENZE PER PORTFOLIO FORMATIVO – "Un ragazzo di sedici anni – ha spiegato l’assessore regionale – deve cominciare a curare il proprio portfolio formativo con esperienze che ne certifichino le competenze che man mano va acquisendo. A quell’età, insomma, non deve trovare un lavoro ma deve sapersi dotare di conoscenze e competenze che gli consentiranno di misurare le proprie attitudini e vocazioni e perfezionare ‘on the job’ le conoscenze acquisite a scuola. Non si può arrivare a 25 anni con una laurea o un master o una laurea magistrale e mettersi alla ricerca di un’occupazione stabilendo così tardi un contatto con il sistema produttivo. E, a quell’età e con quel curriculum, non possiamo certo offrire un tirocinio".
 
GENERAZIONE WEB – "Oggi è determinante possedere competenze digitali – ha aggiunto Aprea – e il programma Generazione web, rifinanziato quest’anno con altri 8 milioni di euro da Regione Lombardia, ha avuto un grande successo: al punto che stiamo pensando di creare le condizioni per uscire con un nuovo bando. La Lombardia è la prima regione d’Italia ad avere introdotto in forma così diffusa la didattica digitale nelle scuole senza limitarsi al solo acquisto di tablet e di tecnologie informatiche. Le competenze digitali devono essere trasversali e garantite a tutti: essere nativi digitali non basta. I nostri ragazzi devono andare a scuola di futuro nel corso dei 13 anni dell’obbligo, sperimentare nuove forme di didattica che rimotivano gli rendendoli più attivi e interattivi e più connessi tra loro". Ai lavori sono intervenuti anche i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini e dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza.

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