Aprea rilancia il proprio DDL. Regionalizzare la scuola

di
ipsef

dp – Il presidente della VII commissione cultura ha ribadito, durante un convegno internazionale svolto presso la Luiss Roma, la necessità della revisione dello stato giuridico degli insegnanti, non ultima l’istituzione di albi regionali per il reclutamento. Lo ha fatto rilanciando quelli che sono i punti salienti del proprio DDL che, come i nostri attenti lettori sapranno, è stato bloccato dalla Lega in VII commissione cultura. Un intervento, quello del presidente, che forse non giunge casualmente, dal momento che avviene in concomitanza con la presentazione da parte del partito del Carroccio di un DDL che affronta i medesimi argomenti. Ricerca di collaborazione o scontro intestino?

dp – Il presidente della VII commissione cultura ha ribadito, durante un convegno internazionale svolto presso la Luiss Roma, la necessità della revisione dello stato giuridico degli insegnanti, non ultima l’istituzione di albi regionali per il reclutamento. Lo ha fatto rilanciando quelli che sono i punti salienti del proprio DDL che, come i nostri attenti lettori sapranno, è stato bloccato dalla Lega in VII commissione cultura. Un intervento, quello del presidente, che forse non giunge casualmente, dal momento che avviene in concomitanza con la presentazione da parte del partito del Carroccio di un DDL che affronta i medesimi argomenti. Ricerca di collaborazione o scontro intestino?

Innanzitutto regionalizzazione. Durante l’intervento l’Aprea ha affermato "Come si fa a resistere alla gestione regionalista, ancorchè con abilitazioni di carattere nazionale, di fronte a certe varianze di risultato scolastico presenti a livello non di Nord e Sud ma addirittura di istituti vicini".

Regionalizzazione significa anche "l’instaurazione di albi regionali ed un reclutamento regionale sussidiario", dove sussidiario, se il Presidente nel pronunciarlo aveva in mete quanto apportato come modifica nelle ultime discussioni in parlamento sul suo progetto, l’istituzione di concorsi banditi da reti di scuole sul concreto fabbisogno.

Un progetto che, ricordiamo, fu bloccato in VII commissione per le pretese da parte della Lega di istitutire un esame di "cultura" regionale per l’accesso agli albi regionali. Una scusa per fermare l’iter di un progetto di fondamentale importanza per la gestione del personale docente.

Obiettivo della Lega è bloccare la presenza di docenti provenienti dal sud attraverso l’istituzione di albi accessibili soltanto ai residenti nella regione della quale si fa richiesta, un sigillo alle restrizioni già presenti nella bozza Aprea che concedeva il passaggio ad altra regione solo dopo 5 anni di permanenza nell’albo. L’oggetto del contendere sta tutto qui, nella strozzatura più o meno mortale per i precari provenienti dal sud.

Adesso staremo a vedere cosa accadrà in VII commissione, quando il progetto leghista sarà assegnato, se ci sarà libertà d’azione o c’è già il via libera dall’alto. Il rilancio del proprio DDL rappresenta comunque per l’Aprea una "levata di voce" importante in uno scenario che sta lasciando via libera a riforme ad "uso e consumo lombardo"

DDL Aprea, modifiche sostanziali

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