Aprea (FI): “Rafforzare il collegamento della scuola con il mondo del lavoro e dell’impresa”

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“Che un sistema produttivo fortemente orientato all’innovazione richiedesse persone con competenze professionali idonee a gestire il cambiamento in atto che non è solo rapido, ma anche costante e che si dovesse per questo prevedere nell’ordinamento scolastico italiano una seconda gamba formativa per il conseguimento di qualifiche professionali, era chiaro a noi di Forza Italia fin da quando siamo nati come soggetto politico, ormai 30 anni fa…”.

A sottolinearlo è stata l’azzurra Valentina Aprea, responsabile del Dipartimento istruzione di Fi, nel suo intervento al convegno dal titolo ‘La sfida al futuro dei giovani tecnologi’ in corso alla Camera.

Ad ascoltarla nella Sala della Regina il numero uno azzurro, Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier,e il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

I “passaggi più importanti del riconoscimento di tutte le filiere professionalizzanti nell’ordinamento scolastico italiano rimandano, infatti -ha detto Aprea- prevalentemente alla visione politica e istituzionale contenuta nella nostra legge numero 53/2003 di riforma degli ordinamenti. Così pure, con il decreto legislativo n. 226 abbiamo previsto, fin dal 2005, la pari dignità di tutti i percorsi secondari e l’importanza del conseguimento di qualifiche professionali (e non solo di titoli di studio statali!) nell’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione o obbligo scolastico e formativo“.

Aprea non ha dubbi: ”come ha sostanzialmente ammesso il Pnrr, non ci potrà essere nessuna modernizzazione del nostro Paese se non si provvederà in tempi brevi a creare una nuova generazione di tecnici e tecnologi che abbiano le competenze per trasformare con le tecnologie più avanzate (dalla robotica all’intelligenza artificiale) i settori della vita pubblica e privata“. Ed “è sempre più necessario accrescere la contaminazione tra competenze, formazione e lavoro, affinchè le scuole diventino sempre più ‘fabbriche di competenze’ e non solo di cittadinanza, e le imprese ‘fabbriche di conoscenza’ e non solo di prodotto“.

Abbiamo inoltre, come Fi, favorito -ha ricordato- nelle Regioni da noi governate, politiche regionali per una vera e propria evoluzione del paradigma educativo del sistema duale, scommettendo su una più stretta correlazione tra formazione e lavoro attraverso l’apprendistato di primo e secondo livello per superare il modello educativo tradizionale, basato sul rapporto sequenziale tra istruzione e lavoro (prima l’istruzione e poi il lavoro) in favore di un modello che preveda un rapporto circolare tra istruzione e lavoro, nel quale la formazione ‘on the job’ affianca la tradizionale formazione d’aula, completandola e integrandola“.

E più recentemente -ha rimarcato Aprea- nella scorsa legislatura, abbiamo contribuito in maniera determinante con nostre proposte di legge ad introdurre nell’ordinamento formativo terziario il Sistema di Istruzione e Formazione Tecnologica Superiore-ITS Academy (insomma gli ITS, che erano regolati solo da un DPCM del 2009), che ha ora l’ambizione di integrare e completare proprio la filiera tecnologico professionalizzante introdotta con la legge n. 53 del 2003 per giungere, in percorsi terziari, non accademici, professionalizzanti al conseguimento delle qualifiche di V e VI livello EQF, al pari delle esperienze europee più avanzate di ‘Vocational Education and Training’ (VET)“.

Ecco perchè noi di Forza Italia -ha spiegato- abbiamo considerato il disegno di legge sulla sperimentazione delle filiere tecnologico professionali e la sperimentazione che lo anticipa una buona notizia perché offrono ora l’opportunità di ripensare l’intera filiera superando la distinzione e soprattutto la separazione tra istruzione tecnica (meglio sarebbe tecnologica) e quella professionale e prevedendo l’istituzione, più che opportuna, di un nuovo assetto ordinamentale quadriennale integrato a più uscite attraverso moduli formativi, graduali e continui che rilasciano titoli professionalizzanti EQF 3 e 4 dell’istruzione secondaria e 5 e 6 del segmento terziario dell’Istruzione Tecnologica Superiore, appena riformata in ITS Academy“.

Scommettiamo, insomma, sull’armonizzazione e la circolarità dei percorsi in un’ottica realmente professionalizzante, facendo leva sulla quadriennalità dei percorsi, inclusi quelli della istruzione e formazione professionale, e sulla verticalità fino agli ITS Academy“.

Ma “soprattutto, scommettiamo sulla costruzione di campus con reti imprenditoriali e territoriali per affrontare e vincere le sfide di una maggiore formazione e qualificazione tecnologica dei nostri giovani e rafforzare il collegamento con il mondo del lavoro e dell’impresa“.

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