Aprea: concorso vecchio di 10 anni e penalizza i giovani. Alternativa è la chiamata diretta

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red – "In questi giorni è stato annunciato dal ministro Profumo il nuovo bando di concorso di reclutamento per docenti; siamo molto delusi di questo provvedimento – ha affermato Valentina Aprea intervenendo a Milano alla cerimonia di festeggiamento dedicata alla Fondazione Clerici per i suoi 40 anni – poiché, al di là dell’innovazione tecnologica che consentirà in tempo reale di conoscere chi avrà superato il quiz di ammissione e la prima prova, credo che tutto il reclutamento avverrà su tesi e piattaforme superate da almeno dieci anni".

red – "In questi giorni è stato annunciato dal ministro Profumo il nuovo bando di concorso di reclutamento per docenti; siamo molto delusi di questo provvedimento – ha affermato Valentina Aprea intervenendo a Milano alla cerimonia di festeggiamento dedicata alla Fondazione Clerici per i suoi 40 anni – poiché, al di là dell’innovazione tecnologica che consentirà in tempo reale di conoscere chi avrà superato il quiz di ammissione e la prima prova, credo che tutto il reclutamento avverrà su tesi e piattaforme superate da almeno dieci anni".

Inoltre, ha affermato, relativamente alla possibilità di partecipare solo per gli abilitati: "Credo che questo sia un grosso errore: da una parte apriamo le porte delle scuole ai laureati e diplomati che non hanno seguito corsi di specializzazione all’insegnamento ma soprattutto lasciamo fuori le giovani generazioni che hanno creduto di poter entrare nella scuola seguendo le scuole di specializzazione, partecipando alle selezioni per i Tirocini Formativi Attivi (TSA) che si stanno svolgendo in questi mesi nelle università e che dovranno aspettare nuovi concorsi che a questo punto a mio avviso tarderanno ad arrivare".

"Oggi purtroppo – ha sottolineato l’assessore – registriamo una sconfitta per i giovani ritornando indietro di molti anni nel reclutamento dei docenti. Si stava infatti immaginando da una parte la specializzazione attraverso percorsi universitari e dall’altra si sarebbe dovuto immaginare un reclutamento anche attraverso concorsi ma di reti d’istituto molto più collegato e legato alle autonomie scolastiche ai territori e alla sussidiarietà orizzontale."

"Regione Lombardia ha lanciato recentemente una legge che prevedeva ipotesi di chiamata diretta almeno per i supplenti annuali, d’intesa con il Governo ma quest’ultimo non ha voluto studiare questo accordo per iniziare le sperimentazioni. Così non andiamo da nessuna parte, ci spiace che proprio un Ministro tecnico non abbia raccolto la sfida del cambiamento nel reclutamento e vari un bando di concorso che alimenterà altro contenzioso e che aiuterà ad entrare in ruolo chi è già garantito lasciando i nostri giovani che da dieci anni aspettano, a bocca asciutta".

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