Approvata la proroga per il prossimo anno dei “contratti di disponibilità”

di redazione
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CGIL – Continuano i licenziamenti e l’espulsione dei precari della scuola. Si scaricano sulle Regioni le conseguenze del taglio degli organici.

CGIL – Continuano i licenziamenti e l’espulsione dei precari della scuola. Si scaricano sulle Regioni le conseguenze del taglio degli organici.

Approvato l’emendamento al decreto milleproroghe, presentato dal governo, che prevede la proroga, anche per il prossimo anno, delle graduatorie di disponibilità per le chiamate prioritarie sulle supplenze brevi e sui progetti regionali (Art. 7 comma 4 ter della Legge 25/10).

Mentre si tagliano le risorse alle scuole privandole dei finanziamenti per il funzionamento didattico e amministrativo e per le supplenze, si tagliano del 25% gli appalti per la pulizia dei locali e per la sorveglianza degli alunni e mentre, con la destrutturazione della scuola secondaria superiore, si procede con il taglio di decine di migliaia di posti e con il licenziamento di altri 25.600 docenti e oltre 15.000 ATA il Governo propone per il prossimo anno la proroga della L. 167!

Come avevamo denunciato lo scorso anno e come risulta confermato dal monitoraggio fornito dall’amministrazione (solo il 5 % degli ATA e il 16% dei docenti inclusi hanno ottenuto un contratto attraverso queste graduatorie), questo provvedimento si è dimostrato inutile e dannoso.

Si proroga una legge che è funzionale al disegno di destrutturazione del sistema scolastico pubblico, che divide i precari e ne programma il licenziamento, legittima la mortificazione professionale dei lavoratori dequalificando ,nel contempo, il sistema scolastico statale.

Ricordiamo che il governo con i “contratti di disponibilità” non mette in campo ulteriori risorse per garantire il sostegno al reddito dei precari licenziati, ma utilizza l’indennità di disoccupazione (che i lavoratori avrebbero comunque) con l’intermittenza dei contratti per supplenze brevi (che comunque sarebbero state effettuate dalle normali gradiuatorie) prevedendo il solo riconoscimento del punteggio ai fini delle graduatorie. Inoltre, si limita la platea degli interessati esclusivamente al personale docente e ATA inserito a pieno titolo nelle graduatorie provinciali e con almeno 180 giorni continuativi di servizio, escludendo la gran parte dei lavoratori precari, che hanno lavorato più anni scolastici e che adesso si vedono espulsi dal mondo della scuola.

Un’espulsione che continuerà anche quest’anno e che non risparmierà anche i docenti e il personale ata già inserito nelle graduatorie .

Come avevamo denunciato, gli accordi con le Regioni, hanno scaricato su queste ultime le conseguenze della pesante riduzione di organico imposta dal Governo.
Gli accordi bilaterali Governo-Regioni ,stipulati fino ad ora, ci consegnano un quadro nazionale sconfortante, contrassegnato da un’articolazione dell’offerta formativa territoriale condizionata dalle disponibilità economiche delle varie Regioni e che presentano impostazioni, procedure e modalità di intervento differenti tra di loro.

Trovano così conferma tutte le motivazioni che avevano portato lo scorso anno la FLC Cgil assieme ad un vasto movimento di precari e studenti a proclamare e sostenere tutte le mobilitazioni e le iniziative di lotta che si sono articolate in tutti i territori e che hanno contrassegnato lo sciopero nazionale dell’11 dicembre .

Oggi, anche alla luce delle ultime scelte fatte dal Governo, siamo sempre più convinti che è indispensabile coniugare la difesa della qualità del sistema scolastico e formativo del nostro paese con la valorizzazione professionale dei lavoratori precari.

A nulla serve quindi la proroga. Serve un cambio radicale della politica di questo Governo.
La qualità della scuola statale del nostro paese non si difende certamente con i tagli agli organici e con il più grande licenziamento di massa dal dopoguerra, ma richiede la costruzione di nuove politiche sul reclutamento e sulla formazione del personale .

Chiediamo un piano nazionale di investimenti sui settori della conoscenza, nella scuola, nell’università e nella ricerca per garantire lo sviluppo del nostro paese.

La FLC Cgil, pertanto, continua a chiedere, anche con lo sciopero generale del prossimo 12 marzo il ritiro dei tagli agli organici e un piano straordinario di stabilizzazioni per il personale precario prevedendo la copertura di tutti i posti liberi e disponibili per valorizzare un patrimonio di risorse professionali indispensabile per migliorare la qualità del sistema d’istruzione statale del nostro paese.

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