Approcciarsi all’Intelligenza Artificiale nella scuola: un laboratorio nell’ambito del progetto PNRR di formazione del personale organizzato dall’IPS “Velso Mucci”

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Nell’attuale momento storico si discute molto di Intelligenza Artificiale, spesso con toni diffidenti, se non proprio allarmistici, nei confronti di una tecnologia che già oggi in molti ambiti è in grado di sostituire, anche con maggiore efficienza, l’uomo. Si pensi solo ad una piattaforma come Chat GPT capace di preparare testi o presentazioni sulla base di semplici dati di partenza. E’ bene però tenere presente che, a prescindere da quelle che sono le posizioni di studiosi della materia o le convinzioni personali di ciascuno di noi, è comunque innegabile che le varie applicazioni dell’I.A. diventeranno sempre più pervasive nella nostra quotidianità. A fronte di questa inevitabile dinamica, è necessario che la società, e prima ancora i singoli, sappiano approcciarsi nei confronti dell’I.A. in maniera consapevole in modo da sfruttarne a pieno le opportunità, senza per questo rinunciare alla creatività tipica dell’uomo. Assume così particolare rilievo il compito che la scuola è chiamata ad assolvere nell’educare le generazioni più giovani all’evoluzione tecnologica in atto.

Un laboratorio di Intelligenza Artificiale

A questo proposito va segnalato che, nell’ambito del progetto PNRR “Le competenze digitali come capitale del singolo e del territorio” organizzato dall’IPS “Velso Mucci” di Bra, diretto brillantemente dal dinamico, coinvolgente e competente dirigente scolastico Prof. Gianluca Moretti , si è tenuto, a vantaggio dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (oltre ai tantissimi destinati anche ai docenti di scuola dell’Infanzia, Primaria, ai Dirigenti Scolastici, agli Animatori Digitali, ai DSGA), un apposito laboratorio di Intelligenza Artificiale, volto alla creazione di appositi contenuti, tenuto dalla docente Renata De Matteis, vicepreside e animatore digitale presso la scuola organizzatrice. Il laboratorio ha suscitato grande interesse tra gli insegnanti appartenenti a scuole dislocate in diverse parti del territorio nazionale in quanto la docente ha presentato una serie di strumenti che utilizzano l’intelligenza artificiale nella didattica.

Il profilo pedagogico del laboratorio di “Intelligenza Artificiale”

L’aspetto particolarmente significativo del laboratorio ha riguardato, però, prima ancora che quello delle competenze specialistiche, il profilo pedagogico in quanto si è cercato di dimostrare che l’utilizzo di metodologie innovative, comprese quelle che attengono all’I.A., possa migliorare il coinvolgimento e la motivazione degli studenti. In particolare, la docente ha sottolineato come l’I.A. si riveli idonea per personalizzare e differenziare i percorsi di apprendimento degli studenti, adattandoli alle loro esigenze e ai loro ritmi di apprendimento. Questo può essere ottenuto grazie all’utilizzo di algoritmi nei sistemi di apprendimento adattivi, che permettono di monitorare continuamente il progresso degli studenti e di fornire loro feedback personalizzati.

Sperimentare i benefici di questi algoritmi, grazie all’utilizzo di software progettati per la didattica

Durante il laboratorio, i corsisti hanno potuto sperimentare direttamente i benefici di questi algoritmi, grazie all’utilizzo di software appositamente progettati per la didattica. In questo modo, hanno potuto constatare come l’intelligenza artificiale, lungi dall’essere nemica dell’apprendimento, possa migliorare il percorso formativo di ciascun studente. Essa, infatti, da un lato, rende la didattica più efficace e coinvolgente e, dall’altro lato, consente di adeguarne maggiormente i contenuti alle esigenze di ciascun alunno.

L’insegnante, da semplice trasmettitore di conoscenza a coach, ovvero un tutor che supporta gli studenti nel loro percorso di apprendimento

In un simile contesto, il ruolo dell’insegnante, anziché essere sminuito, finisce per essere valorizzato. La lezione ha, infatti, evidenziato come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale possa trasformare la figura dell’insegnante, da semplice trasmettitore di conoscenza a coach, ovvero un tutor che supporta gli studenti nel loro percorso di apprendimento. In questo modo, la didattica diventa più interattiva e partecipativa, permettendo agli studenti di acquisire competenze e conoscenze in modo più efficace e motivante.

Degli attuali cambiamenti tecnologici non bisogna avere paura a condizione che si tenga nei suoi confronti un atteggiamento privo di preconcetti

In conclusione, il laboratorio tenuto dalla docente Renata De Matteis ha dimostrato che professionisti dell’insegnamento e piattaforme di I.A. possano interagire sinergicamente, con i primi che possono sfruttare le potenzialità connesse alle seconde per migliorare la didattica utilizzata con gli allievi e, quindi, accrescere le loro possibilità di successo scolastico. Insomma, un laboratorio che ha insegnato innanzitutto che degli attuali cambiamenti tecnologici non bisogna avere paura a condizione che si tenga nei suoi confronti un atteggiamento privo di preconcetti ed aperto alle novità.

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