“Apprendere con gioia”, l”Outdoor Education” come modello di didattica e l’esempio del ristorante didattico dell’Istituto “Velso Mucci” di Bra: la scuola si ritrova a cena e balla

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Entra in qualsiasi scuola e vedrai le aule animate, sovente, da un apprendimento rigoroso e inanimato. Frutto, talvolta, di stereotipati approcci metodologici e pedagogici e, quando innovati grazie alle innumerevoli siringate didattiche dovute al rinnovato approccio alla tecnologia e alla multimedialità, spesso le derive, frutto più di amore per le conoscenze che per le competenze, fanno svanire, inesorabilmente, la vera opportunità: quella di mostrare la crescita e il successo degli studenti in ogni suo aspetto e, attraverso esso, mostrare il vero successo formativo di una scuola. Quello che fa ed è la differenza. Ora più che mai abbiamo bisogno di esperienze divertenti che uniscano le nostre comunità scolastiche; le uniscano cioè ai territori, ai genitori, al mondo del lavoro, dell’associazionismo. Iniziative le più svariate come “Settimane dello spirito scolastico”, le “Giornate del divertimento educativo” finalizzate tutte a consolidare l’opportunità di costruzione della comunità vere e proprie, con solide basi e finalità chiare.

Instillare gioia

Niente è meglio che instillare gioia e divertimento nella vita dei nostri studenti; grandi o piccoli che essi siano. Immergiamoci in divertenti idee, costruiamo eventi scolastici per incentivare e celebrare i nostri studenti e le nostre comunità. Perché no, per dar compattezza e spirito di gruppo anche ai nostri docenti, al personale ATA, al DSGA e al DS. Tra i tanti eventi che desideriamo proporre come esempio di eccellente pratica quello, recentissimo, del ristorante didattico dell’Istituto “Velso Mucci” di Bra che, a pochi giorni dalla conclusione dell’anno scolastico in corso, ha organizzato la cena di fine anno lanciando un hashtag #nonsoloalunni , tenuta nella serata del 24 maggio e pensata principalmente per gli studenti delle classi quinte e le loro famiglie. L’Istituto “Velso Mucci” di Bra, in questa ultima parte dell’anno scolastico, ha, quindi, voluto riservare un momento capace di “far vivere la scuola” in una prospettiva diversa da quella strettamente didattica a quegli studenti ormai prossimi a concludere il loro percorso scolastico. Pur trattandosi appunto di un evento non propriamente didattico per gli alunni partecipanti alla cena, lo stesso ha rivestito un valore non indifferente avendo un chiaro approccio educativo e, principalmente, formativo. Orizzontescuola.it era presente all’evento e ne ha vissuto le emozioni e la gioia.

Gianluca Moretti: realizzare nei fatti una scuola comunità

Le ragioni sono state in proposito spiegate dal dirigente scolastico, prof. Moretti secondo il quale “L’impostazione del nostro istituto è quella di realizzare nei fatti una scuola comunità. Questo tipo di scuola richiede non solo legami forti con i vari soggetti del territorio, ma anche è soprattutto una un coinvolgimento degli studenti e delle loro famiglie alla vita scolastica”. “Un coinvolgimento” – ha proseguito il prof. Moretti – “che non può però limitarsi ai profili strettamente didattici ma deve coinvolgere, sia pure nel rispetto del ruolo della scuola, il benessere degli studenti. In una società sempre più frammentata, la scuola, o meglio le persone che vi lavorano, alla luce del ruolo educativo esplicato, rappresentano un riferimento sicuro per i giovani, e spesso anche per le loro famiglie, a fronte delle problematiche che li riguardano”.

Un motto che è diventato un hashtag #nonsoloalunni

Non è del resto un caso che il motto dell’Istituto, nonché titolo della serata, sia “Non solo alunni” a voler sottolineare proprio come questa scuola intenda approcciarsi con i suoi giovani: destinatari dell’attività didattica ma non degli asettici utenti privi di umanità. Questo si traduce per l’Istituto in una continua attenzione al benessere dei ragazzi che devono trovare nella scuola una seconda casa in cui trovarsi pienamente a suo agio. Ed evidentemente questa attenzione è apprezzata dagli allievi se è vero che sono stati proprio costoro, attraverso i loro rappresentanti, a chiedere al Dirigente di organizzare la cena di fine anno. “Ricevuta la richiesta degli studenti” – ha osservato il prof. Gianluca Moretti – “abbiamo colto la palla al balzo e ci siamo subito attivati. Ci tenevamo ad avere un ultimo momento di coinvolgimento a favore degli studenti più grandi che si svolgesse in maniera informale e non istituzionalizzata. Un momento in cui magari permettersi un po’ più di confidenza con un insegnante o pure con lo stesso preside quasi a volere riconoscere di vedere in queste figure non dei semplici professionisti della scuola quanto degli uomini e delle donne di fiducia nei confronti delle quali relazionarsi con la stessa semplicità con cui ci si rapporta con un familiare o con un amico. Siamo, quindi, sicuri che la cena svoltasi ieri sera non sarà dimenticata facilmente dai nostri prossimi diplomati ed anzi speriamo che possa rimanere un piacevole ricordo negli anni a seguire che auguriamo siano per tutti ricchi di soddisfazioni”.

Organizzare, gestire e animare una serata che apre la scuola alla comunità e crea “senso di appartenenza”

Del resto, gli alunni partecipanti alla serata sono stati chiamati a fare da animatori con musica ed interventi a rafforzare il senso di comunità che ha informato la serata. Da segnalare, altresì, la partecipazione di ex alunni a evidenziare un’appartenenza che, per diversi giovani, si protrae per anni oltre il normale percorso di studio. Il Dirigente ha accennato caso di un giovane ormai diplomato da tanti anni, Simone Panero titolare del ristorante “Il cortile” nel cuore delle Langhe, che ogni anno si presta gratuitamente a fare da chef in una cena del ristorante didattico. Riportiamo, a questo punto, in rigoroso ordine alfabetico, i nominativi di studenti ed ex studenti partecipanti alla serata: Abrate Nicole, Aga Idajete, Aprile Matilde, Audisio Alberto, Baggio Roberto, Barbasso Beatrice, Brizio Lorenzo, Calcopietro Arianna, Carracillo Giulia, Cherkaoui Abderrahmane, Costamagna Rebecca, Costanzo Viviana, Crisafulli Jessica, De Michelis Iris, Di Matteo Domenico, Dotta Alice, El Friyekh Karima, Ferrara Aurora, Ferrero Alberto, Garofalo Dennis, Gjekaj Rosario, Guarena Martina, Ingrassano Giulia, Kulla Kesi, La Rosa Mattia, Laganga Andrea, Lauria Veronica, Lerda Sara, Lo Vullo Andrea, Mateullah Faiz, Milea Francesca, Pavan Alessandro, Petriccione Gioele, Picchio Simone, Pugliese Lucia, Seva Romina, Sona Aurora, Tibaldi Sara, Tribunella Lorenzo, Trimarchi Giuseppe, Venturi Jacopo, Veglio Nicolò, Viola Andrea, Visconti Giulio, Zaharia Luisa.

L’impegno e la riuscita dell’evento: come nella vita bisogna credere in ciò che si fa

L’impegno e la riuscita dell’evento: come nella vita bisogna credere in ciò che si fa: questa la sintesi di una serata fantastica, a dir poco, unica nel suo genere. Va comunque detto che, se diversi studenti si sono divertiti in qualità di commensali e animatori, altri alunni hanno lavorato per loro. Al pari di ogni altro evento del ristorante didattico, la buona riuscita della serata è stata resa possibile dall’impegno degli studenti dell’indirizzo “Servizi Enogastronomici e Ospitalità Alberghiera” impegnati a vario titolo, sotto la guida dei loro insegnanti, nell’attività del ristorante didattico. Anche quest’ultimi meritano di essere citati singolarmente. Impegnati in cucina, con il prof. Contarino, ci sono stati gli studenti Acri Bryan Pio, Bariggi Alessia, Fiorino Alessia, Gega Kristina, Genesio Stefano, Gozzelino Mattia, Ndrezaji Alessia, Serra Daniele. Questi alunni hanno preparato, da cuochi provetti, una cena a base di antipasto con prosciutto crudo, melone e stracciatella, rigatoni alla scapeca “zucchine, menta e speck”, scrigno di pollo al forno alle erbe con contorno di patate, dessert rappresentato da gelo di melone. La cena è stata servita, con il vigile occhio del prof. Bello, dagli alunni Allasia Michela, Banushi Ilvi, Bono Marta, Caula Giorgia, Cannestraro Aurora, Corapi Federico, D’Aprano Chiara, Dabo Maguette, De Spirito Tommaso, Hu Hiongtao, Maccagno Lorenzo, Marcellini Maria, Mellano Nicole, Podgoreanu Selene, Rejneri Pietro. A tutti loro va il ringraziamento dei loro compagni che, come hanno dichiarato a OrizzonteScuola.it sono alla fine di quella che, tra alti e bassi, entusiasmi e depressioni, è stata una grande avventura di nome scuola: questo credo che, in sintesi può affermarsi, senza ombra di dubbio.

Martina Guerena e Giulia Ingrassano e il bilancio di un quinquennio: un messaggio ai docenti italiani

Martina Guerena e Giulia Ingrassano studentesse del quinto anno dell’Istituto d’Istruzione Superiore Mucci di Bra, rispettivamente della 5G indirizzo Sala e 5C indirizzo accoglienza turistica, tracciano, per Orizzontescuola.it il bilancio di un quinquennio. Non tanto per disquisire sull’ovvio, quanto per tracciare, con lucidità, il percorso che dovrebbe, in ciascuno istituto, fare la differenza. Perché, dunque, scegliere un indirizzo di studio piuttosto che un altro? Per Giulia Ingrassano, che ha scelto “Accoglienza Turistica”, l’importante è “scegliere un indirizzo che ti permetta di acquisire competenze nel campo linguistico. Ciò, infatti, apre al mondo, all’altro”. Per Martina Guerena, invece, “la scelta è stata determinata dalla capacità che ha avuto la mia docente di far appassionare alla disciplina. Docenti come Giovanna Boschi, infatti, sono icone importanti nella vita di uno studente”. Ma alla fine di un percorso c’è corrispondenza tra le aspettative e ciò che si è davvero raggiunto alla fine di un percorso? Per Giulia Ingrassano “la migliore scuola è quella, come la mia, nella quale le aspettative sono assolutamente appagate e notevolmente superate. Nella mia scuola, ad esempio, ho imparato a vivere le lingue come fattore di crescita. Le lingue, brillantemente insegnate, sono la vera grande qualità per ciascuna scuola”. Per Martina Guerena, invece, “l’importante è trovare un giusto equilibrio tra scuola e formazione, da un lato, e ingresso nel mondo del lavoro, dall’altro. Gli stage del Mucci sono arricchenti, motivanti e altamente formativi. Sono il grimaldello per un piano lavorativo di grande impatto”.

“Apprendere con gioia con l’Outdoor Education”

Potremmo dire che la scuola abbia fatto suoi il famoso modello “Apprendere con gioia. I cammini per l’Outdoor Education” nato “per sperimentare l’educazione all’aperto a partire dallo spazio naturale più prossimo nella scuola tradizionale: il cortile”, in questo caso, per l’appunto, il chiosco di questa magnifica scuola di Bra, all’interno del quale è stato strutturato un dehors ove il ristorante didattico definisce molte (non tutte) delle sue iniziativà brillanti e di grande, eccezionale e importante rigore metodologico e pedagogico. Il metodo, elaborato, nasce per sostenere una rivoluzione garbata del sistema pedagogico-educativo e formativo, e creare una scuola nella quale si apprenda con vera e rinnovata gioia e si viva l’apprendimento in felicità, con attenzione massima alla cura dell’ambiente, con una apertura forte e decisa al territorio e capace di non lasciare nessun alunno un solo passo indietro.

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