Appena 50mila docenti assunti in ruolo su 94mila programmati, Anief: un flop annunciato, il Ministero ha sbagliato tutto

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Anche quest’anno i concorsi per assumere in ruolo nuovi insegnanti confermato la loro totale inadeguatezza a risolvere il problema del precariato scolastico: in base ai numeri ufficiali emessi dal ministero dell’Istruzione, risultano appena 50.415 i docenti assunti a tempo indeterminato, a fronte di oltre 94mila posti destinati dal Mef alle immissioni in ruolo.

“Come avevamo previsto – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono completate all’incirca la metà delle stabilizzazioni programmate. Si tratta dello stesso andamento dell’anno scorso, quando non si arrivò a 60mila assunzioni in ruolo a fronte di 112mila autorizzate dal ministero dell’Economia. Nel frattempo sono stati attivati ben sette concorsi, peraltro con gravi errori organizzativi e nei quesiti posti, alcune procedure sono anche terminate, ma il risultato è risultato lo stesso”.

“I motivi di questo ennesimo flop – continua Pacifico – sono evidenti: l’alta e immotivata selezione dei partecipanti, il basso numero di posti messi a bando, la mancata inclusione nelle graduatorie di merito dei partecipanti e diverse altre storture organizzative. Malgrado tutto, però, vi sarebbe una via d’uscita: quella di approvare, in Senato, gli emendamenti Anief al DL Aiuti bis, attraverso cui chiediamo, assieme alla cancellazione del docente esperto, l’organico Covid sparito, composto da non meno 40mila docenti e Ata aggiuntivi e da inserire in organico di diritto, e di assumere altri 20mila precari dalle graduatorie del concorso Straordinario bis oltre che l’assunzione in ruolo dalle stesse graduatorie da cui sono chiamati i supplenti, quindi dalle GPS”.

“Martedì prossimo, il 13 settembre, è prevista la decisione sugli emendamenti al DL Aiuti bis dell’Aula del Senato, la quale non potrà non prendere in considerazione, dopo la manifestazione Anief a Roma del 30 agosto, un dato importante: sulle nostre richieste si sono trovati d’accordo praticamente tutti i partiti politici e poi anche gli altri sindacati. Quello che è certo che se gli emendamenti non verranno approvati, noi – conclude il sindacalista Anief – procederemo immediatamente con la proclamazione dello stato di agitazione e dello sciopero generale”.

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