Appello contro la 107 da parte di intellettuali e accademici: alternanza, CLIL, uso Invalsi. 7 punti nodali che richiedono un ampio dibattito

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Alcuni docenti, intellettuali e accademici (più di 1.200 sottoscrizioni, tra le firme: Cacciari, Urbinati, Galimberti, Settis) hanno lanciato un appello on line Al Presidente della Repubblica, Ai Presidenti delle Camere, Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca per chiedere un’azione di moratoria sull’obbligo dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, sull’obbligo di impiego della metodologia CLIL, sull’uso dei test Invalsi per la valutazione degli esiti scolastici e chiedono l’apertura di un ampio dibattito tra governo e scuola su tutto l’impianto della legge 107.

I docenti fanno un’analisi puntuale su 7 temi scolastici: Conoscenze vs competenze, Innovazione didattica e tecnologie digitali,Lezione vs attività laboratoriale, Scuola e lavoro, Metrica dell’educazione e della ricerca, Valutazione del singolo, valutazione di sistema, Inclusione e dispersione.

Occorre rimettere in moto il dibattito in tre modi almeno:

a) parlandone e molto, in un’informazione consapevole che spieghi in modo critico i processi in corso;

b) ricostituendo un fronte comune di Insegnanti, Dirigenti Scolastici, Studenti, Genitori e Società civile tutta; e, soprattutto,

c) riprendendo una lotta cosciente e resistente in difesa della scuola, per una sua trasformazione reale e creativa.

Per i docenti appellanti la scuola ha un valore politico, che ha il diritto di chiedere risorse per risolvere questioni di importanza primaria come dispersione scolastice a abbandoni precoci e non basta nemmeno, scrivono, semplificare compiti e programmi, organizzare corsi di recupero pomeridiani che ricalchino quelli antimeridiani, medicalizzare le diversità: sono solo scorciatoie.

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