Appello dell’IdV alle forze politiche e sindacali per risolvere l’emergenza docenti precari a partire dalle modalità di riapertura delle graduatorie

di Lalla
ipsef

On. Anita Di Giuseppe  – L’IdV è dell’opinione che, dal momento in cui il Ministro ha deciso di polverizzare 87.000 cattedre in tre anni, sia oramai impossibile trovare un compromesso accettabile per soddisfare le legittime aspettative alla stabilizzazione di docenti che, dopo aver superato concorsi, esami di Stato o, nella maggior parte dei casi, aver frequentato le SSIS (corsi biennali di alta specializzazione a numero chiuso istituite dallo Stato italiano allo scopo di creare una classe docente selezionata), hanno continuato a garantire il funzionamento della scuola pubblica, nonostante le dissennate politiche scolastiche della Gelmini.

On. Anita Di Giuseppe  – L’IdV è dell’opinione che, dal momento in cui il Ministro ha deciso di polverizzare 87.000 cattedre in tre anni, sia oramai impossibile trovare un compromesso accettabile per soddisfare le legittime aspettative alla stabilizzazione di docenti che, dopo aver superato concorsi, esami di Stato o, nella maggior parte dei casi, aver frequentato le SSIS (corsi biennali di alta specializzazione a numero chiuso istituite dallo Stato italiano allo scopo di creare una classe docente selezionata), hanno continuato a garantire il funzionamento della scuola pubblica, nonostante le dissennate politiche scolastiche della Gelmini.

Di fronte ad una tale situazione di emergenza, l’On. A. Di Pietro ritiene che sia necessario elaborare soluzioni straordinarie.

E’assurdo – sostiene l’On. A. Di Giuseppe – continuare a fare finta che sia sufficiente ottenere le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili: tali posti saranno, nella loro stragrande maggioranza, utilizzati per ricollocare il personale di ruolo perdente posto dopo i bombardamenti tremontiani; quel che resterà, alla fine di queste operazioni (si parla di circa 10.000 posti all’anno per tre anni), sarà del tutto insufficiente rispetto al numero effettivo dei precari che, facendo appello alle normative Comunitarie in materia di tutela dei lavoratori con contratto a tempo determinato (Direttiva 99/70/CE), ha diritto alla stabilizzazione lavorativa (più di 65.000 persone).

Ci appelliamo al Ministro Gelmini perché la smetta una buona volta di pensare di
risolvere la situazione varando provvedimenti ed emendamenti che mirano esclusivamente a vanificare le normative vigenti a tutela dei lavoratori.

"Ci riferiamo in particolare – fa notare il Sen. F. Giambrone all’ignobile tentativo di impedire, attraverso un provvedimento legislativo ad hoc, l’applicazione, nei confronti dei precari della scuola, della direttiva comunitaria di cui sopra, che obbliga i datori di lavoro a trasformare i contratti a termine, dopo tre anni, in contratti a tempo indeterminato-.

L’appello dell’Italia dei Valori si rivolge in particolare ai partiti d’opposizione e alle forze sindacali concertative, affinché pretendano la realizzazione dei seguenti adempimenti dal Ministro in correlazione alla riapertura
delle graduatorie:

1) Riapertura delle graduatorie per tutti coloro che sono in possesso del titolo abilitante e che non hanno fruito delle precedenti possibilità di inserimento;

2) Ripristino del diritto alla mobilità su tutto il territorio nazionale per gli iscritti nelle graduatorie provinciali. Le graduatorie provinciali ad esaurimento dovranno essere utilizzate per il conferimento degli incarichi a tempo determinato;

3) Istituzione di una graduatoria nazionale ad esaurimento per le immissioni in ruolo, con la possibilità per gli aspiranti di indicare gli ambiti territoriali in cui si desidera essere inseriti. La graduatoria nazionale è l’unica via d’uscita, allo stato attuale delle cose, per garantire l’applicazione del principio del merito nella selezione del personale, in considerazione dei titoli posseduti e della professionalità acquisita.

4) Introduzione di specifiche clausole di salvaguardia dei precari con più abilitazioni nello stesso ambito disciplinare e che vedono fortemente limitate le loro possibilità lavorative a causa della confluenza delle classi di concorso sui nuovi insegnamenti delle scuole superiori, istituite dalla riforma Gelmini. Tale personale deve poter far valere l’intero punteggio (titoli e servizio) su tutte le classi di concorso per cui è in possesso dell’abilitazione, secondo il principio della cascata.

"Riteniamo del resto che – sottolinea l’On. P. Zazzera – per garantire il corretto funzionamento del nostro sistema di istruzione, il Ministro debba ritirare l’ultima tranche di tagli di circa 20.000 unità lavorative, prevista per il prossimo anno scolastico, e debba rinunciare agli innumerevoli escamotage che, sotto gli occhi di tutti, stanno portando al progressivo collasso della scuola pubblica – . L’IdV ritiene indispensabile che il Ministro attui un’inversione di marcia, partendo dai seguenti adempimenti:

– Stop alle classi pollaio e rispetto delle norme sulla sicurezza e agibilità dei plessi scolastici;
– Stop alla riconduzione forzata a 18 ore che ostacola la continuità didattica e compromette l’omogeneità dei Consigli di classe e delle sezioni;
– Ripristino delle compresenze nella scuola primaria;
– Ritiro della nota ministeriale 272 del 14 Marzo 2011 e revisione radicale dei criteri di riordino delle classi di concorso nelle scuole superiori, improntati esclusivamente su logiche di risparmio economico, in spregio alla specializzazione professionale dei docenti e di qualsiasi riflessione di carattere didattico e pedagogico. Infatti il decreto che il Ministro sta per partorire costituisce l’arma letale contro il nostro sistema di istruzione, mascherata dal trucco buonista della salvaguardia della titolarità.

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