Al Sud 9 alunni su 10 seguono l’ora di religione in classe. L’appello dei vescovi ai genitori: “Fate questa scelta per una scuola che guardi alla pace”

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Appello dei Vescovi italiani a studenti e genitori in vista della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica (IRC) nell’anno scolastico 2023/24.

La Cei ricorda che i dati relativi all’anno scolastico 2021/22 restituiscono un quadro di sostanziale stabilità, con una lieve crescita complessiva degli studenti che scelgono di frequentare l’IRC e una media nazionale di avvalentisi pari all’84,44%. Di conseguenza, chi non ha scelto la religione cattolica (Irc) è pari al 15,56%: in particolare, l’11,76% nella scuola dell’infanzia, l’11,79% nella scuola primaria, il 14,42% nella scuola secondaria di I grado e il 21,70% nella scuola secondaria di II grado.

A livello territoriale, il sud Italia detiene il primato degli studenti sui banchi nelle ore di religione cattolica con il 96,64% del totale; al centro si sono avvalsi dell’Irc l’84,33% e al nord il 78,44%.

“Si tratta di una scelta importante – scrive la presidenza della Cei nel messaggio – , che vi permette di partecipare alla costruzione del percorso educativo offerto dalla scuola. E infatti uno spazio di libertà e di responsabilità quello che avete davanti, un modo per sentire ancora più vostro il cammino di crescita umana e culturale che state compiendo o accompagnando. Questo è vero in particolare per i giovanissimi che iniziano la scuola secondaria di secondo grado, ma vale anche per gli altri studenti e per i genitori, tutti protagonisti nel dare forma a quella “alleanza educativa” che è l’Irc in Italia. Alla presenza e alla qualificazione di tale insegnamento, infatti, partecipano lo Stato, nei suoi organismi centrali e territoriali, la Chiesa, le singole scuole, con gli insegnanti e i dirigenti, le famiglie e gli alunni stessi, mediante scelte consapevoli da cui emerge il loro essere “cittadini” nella e della scuola”.

“Anche per questa ragione l’Irc costituisce un’esperienza di grande rilievo nel panorama formativo, in quanto espressione di un “patto condiviso” fra enti e persone diverse, un patto stretto per il bene dei ragazzi e dei giovani e, di conseguenza, della società intera. Un patto che non li vede solo destinatari ma coinvolti in prima persona. Scegliere è un verbo che esprime maturità e interesse. E un verbo essenziale per progredire nel cammino della vita. Con questi pensieri e sentimenti, dunque, vi rinnoviamo l’invito ad avvalervi dell’Insegnamento della religione cattolica, per una scuola che guarda alla crescita integrale della persona e per una cultura generatrice di dialogo e di pace”, conclude la Cei nel messaggio – appello per l’ora di religione.

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