Apertura scuole pubbliche bloccata dal veto delle private: accade in Piemonte

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di Patrizia del Pidio – Una norma permette alle scuole paritarie di porre un veto all’apertura di nuove strutture pubbliche senza che le prime diano il loro assenso. Più di 160 bambini piemontesi il prossimo settembre potrebbero non avere un posto nella scuola materna pubblica.

di Patrizia del Pidio – Una norma permette alle scuole paritarie di porre un veto all’apertura di nuove strutture pubbliche senza che le prime diano il loro assenso. Più di 160 bambini piemontesi il prossimo settembre potrebbero non avere un posto nella scuola materna pubblica.

Lo scorso anno è stata approvata dalla giunta regionale del Piemonte, governata dal Presidente leghista Cota, una legge sulle scuole dell’infanzia che limita la libertà della scuola pubblica. Questa legge afferma che non è possibile aprire una nuova scuola dell’infanzia pubblica, laddove ne esista già una paritaria, salvo che quest’ultima non dia il suo consenso. Le scuole paritarie hanno, quindi, un diritto di veto sull’apertura di nuove scuole pubbliche che possono fare da concorrenti.

L’ultimo caso è accaduto a Novara, dove il Comune ha chiesto di aprire nuove sezioni di scuola materna statale nell’istituto Don Ponzetto. Nel quartiere in cui sorge, però, sorgono altre materne tra le quali la paritaria Regina Pacis. In base alla legge regionale della giunta Cota, la scuola Regina Pacis ha espresso il suo parere sulla nuova apertura delle sezioni, contrario ovviamente, e il parere della scuola paritaria è vincolante.




Il problema principale è che le scuole paritarie sono a pagamento e alla Regina Pacis la retta mensile è di 100 euro al mese più la mensa, mentre nella statale si paga soltanto il pasto. Il quartiere dove sorgono le due scuole dell’infanzia è molto popolare e non tutti hanno la possibilità di poter pagare una retta mensile.

Altro caso, ancora più scandaloso, accade a Bibiana, nel torinese, dove il Comune vorrebbe aprire una nuova scuola statale, costata 1 milione e mezzo di euro, che deve essere ancora inaugurata. A Bibiana, però, ci sono meno di cento bambini ed esiste già una scuola dell’infanzia gestita dalla parrocchia; la Fism, la federazione delle scuole materne cattoliche, ha posto il suo veto all’apertura della scuola materna pubblica. Casi del genere non si limitano solo a Bibiana, ci sono in tutto il Piemonte, Villanova Canavese, a Venaria, a Bagnolo Piemonte, a San Damiano d’Asti, a Torino.

La legge del Piemonte non ha eguali in nessun’altra regione d’Italia, ma va chiarito che il diritto di veto è reciproco “La norma non impedisce solo la presenza di asili statali nel caso in cui siano presenti sul territorio altri parificati capaci di soddisfare la domanda, ma anche il contrario”.

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