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Ape sociale 2022 lavoratori scuola: novità, domanda, requisiti

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Prorogata l’Ape Sociale anche nel 2023, con alcune novità anche per chi lavora nella scuola. Intanto l’Inps avvia le domande.

Proroga doveva essere e proroga è arrivata per le pensioni con l’Ape sociale. La misura è stata prolungata anche nel 2022 e scadrà il 31 dicembre prossimo.

Oltre ad essere stata prorogata, la misura è stata ritoccata, sia su alcuni requisiti che sulle platee degli aventi diritto.

Già nella sua versione iniziale la misura si rivolgeva s determinati lavoratori del comparto scuola. Proprio alcune novità introdotte nel pacchetto pensioni della legge di Bilancio riguardano anche i lavoratori del comparto scuola.

Ape sociale 2022, la misura in pillole

L’Ape sociale è una misura  che ha visto i natali con la legge di Bilancio del 2017. Uno strumento tra il previdenziale e l’assistenziale, istituito per accompagnare i soggetti in possesso di determinati requisiti verso la pensione di vecchiaia o anticipata.

Ape è acronimo di Anticipo pensionistico sociale ed è un reddito ponte che viene erogato si beneficiari dietro espressa richiesta.

I requisiti generali sono sempre gli stessi pure nel 2022. Si parte dai 63 anni di età con 30 o 36 anni di contributi (tra le novità, per alcuni lavoratori servono 32 anni di versamenti).

Sono sempre 4 le macro aree in cui opera l’Ape sociale. Ci sono sempre i disoccupati, i caregivers, gli invalidi ex i lavori gravosi.

Per questi ultimi la nuova manovra di Bilancio ha allargato il numero di attività che vengono considerate gravose e quindi utili alla fruizione della misura.

Ape sociale, non una vera e propria pensione

In premessa abbiamo detto che l’Ape sociale è una misura tra il previdenziale e l’assistenziale. Tale considerazione viene fuori dalla struttura della misura.

Previdenziale perché, come qualsiasi altra misura di questo genere, ha come requisiti, oltre quelli anagrafici anche quelli contributivi.

Assistenziale invece perché la misura è si circoscritta a determinate categorie, ma tutte, per in motivo o per l’altro, con soggetti in particolare stato di disagio. Disagio reddituale per i disoccupati, fisico per gli invalidi, di famiglia per i caregivers e lavorativo per i gravosi.

E tra le altre cose, alcune caratteristiche dell’Ape sociale la allontanano da una misura pensionistica vera e propria.

Innanzi tutto parliamo di una misura temporanea, che dura fino al raggiungimento dei 67 anni di età, quando i titolari dell’Ape sociale dovranno presentare domanda di pensione di vecchiaia ordinaria. L’Ape sociale difatti si interrompe s 67 anni.

Inoltre, la misura non ha tredicesima, cosa che la differenzia da qualsiasi altra misura, compreso l’assegno sociale. Infine, si tratta di una misura che non da diritto a maggiorazioni, assegni per il nucleo familiare e non è reversibile in caso di prematuro decesso del titolare.

Ape sociale 2022, le novità

Come dicevamo, in sede di proroga della misura l’esecutivo ha deciso di ritoccarla parzialmente. Per quanto riguarda il comparto scuola per esempio, la misura originaria prevedeva, tra i lavori gravosi utili alla misura, le maestre e gli educatori di asilo nido e scuole dell’infanzia. Adesso la e attività gravose sono state estese dopo la fine dei lavori di studio effettuati dalla Commissione sui lavori gravosi istituita dal Ministero del Lavoro.

La Commissione, basandosi grosso modo sull’incidenza di infortuni sul lavoro e malattie professionali di alcune attività, ha deciso di allargare l’elenco dei lavori a cui applicare i benefici dell’Ape sociale. Per la scuola anche gli insegnanti delle primarie potranno avere accesso a questa misura.

Si rammenda che sono necessari almeno 63 anni di età ed almeno 36 anni di contributi versati, dei quali, 7 degli ultimi 10 o 6 degli ultimi 7 devono essere proprio all’interno di queste attività gravose. Tra le novità, la riduzione da 36 a 32 anni di versamenti necessari per edili e ceramisti.

Per consultare il nuovo elenco di attività gravose, come ha confermato l’Inps con il suo recente messaggio 274 del 20 gennaio scorso, si deve leggere l’allegato 1 della legge di Bilancio.

Ape sociale disoccupati, invalidi e caregivers

Un altro ritocco all’Ape sociale è quello per i disoccupati. Infatti nel 2022 viene meno il vincolo dei 3 mesi dall’ultima Naspi percepita. Per i disoccupati restano l’età minima di 63 anni e la contribuzione minima di 30 anni.

Resta superiore al 74% la percentuale di disabilità necessaria e certificata dalle competenti commissioni mediche Asl.

Età e contributi sempre con combinazione minima 63+30, come per i caregivers ai quali serve che l’assistenza al familiare disabile, a carico e convivente, sia partita da almeno 6 mesi prima di presentare domanda.

L’Ape sociale e gli adempimenti per insegnanti delle primarie

Come detto, si allarga il novero del personale della scuola che in questo 2022 può avere accesso alla misura.

Dal momento che le modifiche sono arrivate sul finire del 2021, per il personale della scuola sono stati riaperti i termini per la presentazione della domanda di cessazione del servizio. Gli insegnanti che devono accedere all’Ape sociale quest’anno, con decorrenza dal prossimo primo settembre, possono presentare istanza cartacea al dirigente scolastico entro il 31 agosto 2022.

Va ricordato però che entro  31 marzo prossimo è consigliabile presentare domanda di certificazione del diritto all’Inps.

È la domanda con cui si chiede all’Inps la conferma che il richiedente ha diritto ad accedere ad una determinata misura pensionistica, in questo caso, all’Ape sociale.

Ultima cosa da dire riguarda le donne. Le lavoratrici infatti godono di un particolare sconto che riguarda l’ammontare dei contributi utili all’Ape sociale. Si possono recuperare fino a due anni di contributi e quindi accedere alla pensione con l’Anticipo pensionistico sociale anche con “solo” 34 anni di contribuzione in qualità di lavoro gravoso. Si tratta dello sconto di 12 mesi per ogni figlio fino ad un massimo di 24 mesi.

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