APE, pensione anticipata: il 15 sarà pubblicata la graduatoria per la prima uscita

di redazione
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Sono oltre 66.000 le persone che hanno fatto domanda per ottenere l’Ape sociale o l’accesso alla pensione in caso di lavoro precoce con oltre 41 anni di contributi: a breve sapranno se rientrano nella prima tranche di uscita.

La graduatoria dovrebbe essere pronta entro il 15 ottobre ma probabilmente sarà pubblicata la prossima settimana.

La misura “social” e’ sperimentale in vigore dal 1 maggio 2017 al 31 dicembre 2018, mentre quella per i precoci e’ stabile.

L’Anticipo spetta ai lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età purché siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; soggetti che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%; dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso (tra i quali insegnanti di scuola dell’infanzia). I sei anni si possono calcolare nell’ambito degli ultimi sette.

L’indennità e’ corrisposta per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità e’ differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

L’indennità e’ pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione e’ pari o maggiore di questo importo. L’importo dell’indennità non e’ rivalutato. Viene erogato per 12 mesi.

Per ottenere l’indennità e’ necessario avere almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di anzianità contributiva per disoccupati e disabili. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta e’ di 36 anni; maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi; non essere titolari di pensione diretta. L’assegno e’ compatibile con lo svolgimento di lavoro dipendente soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro.

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