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Anticipo TFS statali, la Dadone annuncia firma accordo quadro con ABI

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Il ministro Dadone annuncia su Facebook che ha apposto la sua firma sull’accordo quadro con l’ABI per l’anticipo TFS dipendenti statali. Siamo al capitolo finale.

Finalmente una buona notizia per tutti coloro che attendono di poter presentare domanda per l’anticipo TFS erogato dalle banche, previsto dal DL 4/2019 e che ancora non è entrato in vigore a causa della lentezza burocratica.

Venerdì 7 agosto il Ministro Fabiana Dadone ha postato su Facebook un video in cui annuncia di aver apposto la sua firma dell’accordo quadro con l’ABI che stabilisce, tra le altre cose, le modalità per presentare domanda di anticipo TFS per coloro che sono andati in pensione.

Nel video il Ministro si scusa con tutti coloro che hanno dovuto attendere più di anno per poter vedere riconosciuto il diritto all’anticipo del TFS,  una misura che sarebbe dovuta entrare in vigore con la stessa pensione quota 100 per permettere di ricevere, insieme al trattamento pensionistico anche parte del trattamento di fine servizio.

Il decreto per l’entrata in vigore definitiva dell’anticipo TFS è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo poche settimane fa ma ancora mancava l’accordo quadro con ABI.

Dopo la firma del ministro Dadone, in ogni caso, l’accordo quadro dovrà essere sottoscritto anche dal Ministro del Lavoro, dal ministro dell’Economia e delle Finanze e dall ABI.

Solo quando saranno apposte tutte le firme l’INPS potrà iniziare ad accettare le domande. Ma da quel che annuncia il ministro Dadone siamo giunti al capitolo finale di una odissea durata oltre un anno,

La Dadone accompagna il video con un post in cui scrive:

“Siamo arrivati finalmente al capitolo finale per l’anticipo del #TFS: ho appena posto la mia firma sull’accordo quadro con l’Associazione delle banche italiane che stabilisce le modalità per la presentazione della domanda.

Non appena anche l’Abi, il Ministro del Lavoro e il Ministro dell’Economia e Finanze apporranno la firma, l’Inps potrà iniziare ad accettare le domande.

So che è passato molto tempo dall’emanazione del decreto, circa 3 mesi, e so che molti di voi si aspettavano, giustamente, tempi più brevi. Ma, come ben sapete, avendone seguito l’iter, si è trattato di un passaggio molto lungo e complicato, il cui perfezionamento ha coinvolto tre ministeri (Lavoro, Mef e Funzione pubblica) oltre naturalmente ad Abi e Inps. La bozza di accordo ha inoltre richiesto il parere del Garante Privacy e dell’Agcm. Siamo ora al giro delle firme finali.

Un processo articolato, dicevamo: ho cercato di accelerare al massimo il lavoro del nostro dipartimento e ho stimolato le altre amministrazioni in merito. Mi avete giustamente scritto in tanti, anche quotidianamente: ora finalmente, una volta apposte le firme che auspico non tarderanno, l’Inps potrà ricevere le vostre domande per vedere, finalmente, riconosciuto un vostro sacrosanto diritto.”


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