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Anticipo TFS dipendenti statali con quota 100: interesse annuo o una tantum?

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Per quanti anni vanno pagati gli interessi sul TFS dei dipendenti pubblici anticipato dalle banche?

Ai dipendenti del pubblico impiego che hanno avuto accesso alla pensione con quota 100, anticipata ordinaria o misura di vecchiaia è data la possibilità di chiedere un anticipo sul TFS spettante a condizioni agevolate, così come previsto dal decreto 4/2019. Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Stimata Dottoressa Del Pidio,

Le scrivo in merito alle problematiche associate alla corresponsione dell’anticipo sul TFS dei dipendenti statali in quiescenza con la quota 100.

Il sottoscritto ex docente di scuola media secondaria di secondo grado  in pensione dal 01/09/2020 con le seguenti caratteristiche:

  • Età anagrafica al momento della pensione: anni 62 + mesi 11+ giorni 26.
  • Servizio prestato : anni 38 + mesi 5 comprensivi di  riscatto laurea quadriennale (vecchia maniera), gradone 28.
  • Data di nascita: 06/09/1957.
  • Modalità pensione: quota 100 (con un totale di anzianità  pari a  : 101 +4+ 26)

Utilizzando le preziose indicazioni da Lei fornite sugli articoli pubblicati in questa rubrica dovrei riscuotere il TFS nel mese di Dicembre dell’anno 2025 a Dio piacendo.

Nel caso dovessi richiedere l’anticipo di euro 45000 in una delle banche convenzionate ,ipotizzando un interesse dello 0,4% annuo, ovvero di 180 euro, tale interesse verrebbe  da me corrisposto una volta sola, una tantum, all’atto dell’erogazione del prestito o finanziamento come viene definito, oppure dovrò pagarlo per tutti  i restanti anni che separano tale data da quella utile per la  maturazione della prima tranche del TFS (dicembre 2025).

Mi spiego con un esempio: ipotizzando la concessione del prestito in data 01/01/2023, gli interessi di 180 euro annui  addebitati in tale data, sarebbero proiettati anche sui restanti  anni  rimanenti fino al dicembre 2025  ossia per il  2024 e per il 2025 per un totale di 360 euro restanti (180 euro x 2 anni =360 euro) che sommati agli interessi dell’anno 2023 formerebbero la cifra totale di interesse di euro 540 da corrispondere all’ente bancario convenzionato, oppure corrisponderebbero  unicamente ad euro 180  totali ovvero la cifra  corrisposta alla data di concessione?

TFS e interessi da pagare

Per chi richiede l’anticipo del TFS introdotto dal decreto 4/2019 è prevista l’applicazione di tassi di interessi agevolati. La normativa al riguardo, però non è molto chiara e molti lettori ci hanno chiesto se gli interessi sono una tantum, se devono essere versati di propria tasca alla banca, se vengono, invece trattenuti dal TFS spettante.

Per rispondere al quesito del nostro lettore, quindi, faremo una panoramica generale di quello che la normativa prevede.

Gli interessi con tasso agevolato vanno corrisposti per ogni anno che si detiene la somma di anticipo ricevuta.. Il prestito a tasso agevolato si detiene fino alla liquidazione del TFS spettante. Ma già con l’erogazione dell’anticipo (massimo 45.000 euro da parte delle banche che aderiscono all’iniziativa) viene trattenuto l’interesse da versare per l’intero periodo.  L’erogazione dell’anticipo, quindi, è al lordo degli interessi applicati.

Per rispondere alla sua domanda, quindi, gli interessi vanno pagati alla banca fino alla liquidazione del TFS. Nel suo caso, quindi, fino al 2025. Ma le somme dovute a titolo di interessi saranno trattenute direttamente sull’anticipo richiesto.

 


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