Riforma pensione: anticipo RITA anche per PA. 15% tasse (con sconto)

di redazione
ipsef

A decorrere dal 1° maggio 2017 in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, i lavoratori iscritti a un fondo pensione potranno chiedere di andare in pensione in anticipo a valere sulle risorse accumulate.

Lo prevede una bozza della legge di Bilancio. Si tratta della Rita, la Rendita integrativa temporanea anticipata. Il meccanismo può essere richiesto anche dai dipendenti pubblici.

Per poter accedere, serviranno gli stessi requisiti dell’Ape (63 anni di età che maturano il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi e in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni).

Inoltre, il lavoratore può richiedere l’erogazione delle prestazioni delle forme pensionistiche complementari in forma di rendita temporanea. Il montante richiesto sarà versato in forma frazionata per il periodo di anticipo richiesto.

La parte imponibile della rendita è assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15% ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di previdenza complementare è anteriore al 1° gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15.

Le somme erogate a titolo di rendita integrativa temporanea anticipata sono imputate, ai fini della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importi della prestazione stessa maturati fino al 31 dicembre 2000 e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1° gennaio 2007.

L’anticipo pensionistico attraverso Rita potrà essere richiesto, come detto, anche dai dipendenti pubblici. Per loro, anche quelli collocati in enti no profit, come anche per il personale degli enti pubblici di ricerca, che accedono al meccanismo e cessano dal rapporto di lavoro, il trattamento di fine rapporto e di fine servizio saranno corrisposti al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione degli stessi.

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