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Anticipo Naspi, ecco quando si deve restituire tutto

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La Naspi anticipata va restituita anche se si accetta un lavoro dipendente di pochissimi giorni. Come le supplenze, ad esempio.

Per i lavoratori disoccupati che stanno fruendo dell’indennità disoccupazione Naspi vi è la possibilità di chiedere l’indennità residua in un’unica soluzione se si intende avviare una attività imprenditoriale (lavoro autonomo con partita IVA o acquistare quote di una cooperativa). Ma l’agevolazione presenta anche degli obblighi ben precisi: non accettare per tutto il periodo di anticipo lavoro subordinato, pena la restituzione dell’intero anticipo ricevuto.

Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice:

Ho lavorato per circa 10 anni per una scuola privata che, dopo un malinteso, mi ha licenziato. All’inizio del 2021 ho chiesto la Naspi, poi ho deciso di aprire Partita IVA e, quindi, ho chiesto l’anticipo della Naspi per i 20 mesi di indennità restante. A maggio 2021 ho accettato una supplenza di pochi giorni e , visto che non percepivo la Naspi mensile non ho comunicato nulla all’INPS. Dopo l’estate ho ricevuto richiesta dall’INPS di restituzione dell’intero anticipo che avevo ottenuto, circa 14mila euro. Trovo ingiusta questa cosa, per pochi giorni di supplenza non possono richiedermi indietro l’anticipo di 20 mesi di disoccupazione, è assurdo! Posso rivolgermi ad un avvocato per non restituire la  somma che mi chiedono?

Naspi e restituzione dell’anticipo

La normativa dell’anticipo Naspi al riguardo parla molto chiaramente: viene meno il vincolo sul lavoro autonomo (i 4800 euro l’anno) ma se ne pone un altro ovvero non avere contratti di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato.

Accettando una supplenza, anche di pochi giorni, lei è venuta meno a quel vincolo e l’INPS, di fatto, le richiede le somme che le ha anticipato. Può anche rivolgersi ad un avvocato se lo desidera ma le anticipo che otterrà ben poco perchè al riguardo è notizie di questi giorni, si è espressa anche la Consulta con la sentenza 194 dello scorso 14 ottobre. Con questa sentenza la Corte Costituzionale afferma che la norma che impone la restituzione dell’anticipo ottenuto per avviare attività auto imprenditoriale in caso di rapporto di lavoro subordinaro, anche di breve durata, non è anticostituzionale poichè ha una finalità antielusiva.

I Supremi Giudici, infatti, spiegano che il dover restituire le somme ricevute a titolo di anticipo non rappresentano una sanzione ma solo l’applicazione della norma che vuole evitare che l’anticipo ricevuto non siano utilizzate per attività autoimprenditoriale.

Tra l’altro la Cassazione sottolinea anche il fatto che il divieto di impegnarsi in lavoro subordinato è limitato nel tempo (corrisponde, infatti, alla scadenza originaria della naspi) ed al solo lavoro dipendente.

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