Anquap: “Giusto inquadramento contrattuali per Ata e Dsga ed eliminare il precariato”

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Trovare un giusto inquadramento contrattuale per gli amministrativi e i Dsga del comparto scuola, eliminare il precariato e garantire un rientro in classe in presenza, con cattedre coperte già dall’inizio dell’anno.

Sono questi i punti principali di cui si è discusso questa mattina durante la conferenza nazionale Anquap (Associazione nazionale quadri delle amministrazioni pubbliche), che si è svolta in diretta sui canali social di Consenso Europa.

L’incontro, moderato dal direttore dell’agenzia Dire Nicola Perrone, si è aperto con i saluti del presidente dell’Anquap, Giorgio Germani, che ha ribadito la necessità di valorizzare le figure dirigenziali della scuola con un nuovo contratto per il comparto istruzione e università.

“Noi crediamo nel valore del concorso e nel reclutamento per titoli ed esame – ha detto Germani – ma i concorsi dei dirigenti e dei direttori vanno semplificati e arricchiti con una prova di dimostrazione delle attitudini a svolgere le funzioni dirigenziali e direttive”.

Il presiente dell’Anquap ha anche denunciato “la disarmonia” nella retribuzione tra figure dirigenziali della scuola ed elevate professionalità dell’università: “Per queste disparità non c’è ragione”, ha aggiunto il numero uno di Anquap.

Durante l’evento è intervenuto anche il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso, che ha rimandato a un secondo incontro la discussione sul merito delle richieste di Anquap e si è concentrato sulla ripartenza di settembre, su cui sono al lavoro ministero e Comitato Tecnico scientifico. Anche Riccardo Nencini, presidente della Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato, ha detto che per garantire un anno scolastico continuativo servono vaccinazioni, un piano mobilità e personale di ruolo, “altrimenti si corre il rischio che si apra il terzo anno scolastico in una condizione di precarietà”.

Ha parlato di precariato anche Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp). Per Giannelli si tratta di un problema “grave, che non si risolverà mai se non si affida la questione del reclutamento alle singole scuole”. Come avviene in Germania, dove i singoli istituti selezionano i docenti sulla base dei curricula. “Non sono contro i concorsi ma in questo modo si continua a selezionare in base alle nozioni. Ma per insegnare non serve solo sapere la materia. Un docente deve avere altre competenze”, ha spiegato Giannelli.

Mario Pittoni, vicepresidente della Commissione Istruzione, Beni culturali del Senato, ha parlato invece di tentativo di “cancellare i precari”. “Si sta puntando all’eliminazione dei precari a vantaggio dei più giovani, una cosa giusta, ma non sulla pelle di insegnanti esperti. Bisogna trovare un equilibrio”, ha detto Pittoni, che ha poi ribadito la sua proposta di assumere anche i docenti di seconda fascia.

Sulla questione dei Dsga ha invece insistito Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia), ex Direttore dei servizi generali e amministrativi. “Non è stata ancora capita l’importanza e il valore fondamentale di questa figura professionale nell’ambito della scuola, che non ha riscontro né dal punto di vista giuridico che economico. Bisogna intervenire subito per avere un inquadramento per questa figura professionale”, ha commentato.

Per questo, anche secondo Giorgio Rembado (presidente Fp-Cida) e Antonio Naddeo (presidente di Aran, Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) occorre introdurre la figura del quadro nelle istituzioni scolastiche.

Posizione sostenuta anche da Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal, per il quale “è il momento di insistere fino in fondo nella prospettiva delle aree delle alte professionalità. Il momento è buono, dobbiamo solo far capire al tavolo la bontà della proposta”.

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