ANPE: il governo promuova interventi pedagogici

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ANPE – Una lettera aperta è stata inviata oggi dall’associazione al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Istruzione, al Ministro dell’Università e Ricerca e al Ministro della Sanità con la quale si chiede che i pedagogisti e gli educatori socio-educativi, siano con pari dignità professionale e quindi a pieno titolo, ritenuti anch’essi professionisti necessari al sostegno delle difficoltà personali e quindi anche relazionali, conseguenti o acuitesi successivamente al periodo dell’emergenza sanitaria perché tali problematiche non possono essere risolte solo con trattamenti “psicologici o psicoterapeutici”, in quanto spesso tali disagi sono gli esiti di insufficienti supporti educativi.

La disattenzione del Governo e dei ministeri competenti posta alla necessità di promuovere interventi di carattere primariamente pedagogico – dichiara la presidente nazionale Maria Angela Grassi – è stata nuovamente rimarcata con i recentissimi provvedimenti di finanziamento dei servizi di psicologia, finalizzati alla creazione della figura dello “psicologo di base”, nonché alla proroga del “bonus psicologo”.

Il disagio soprattutto degli adolescenti prosegue la presidente nazionale ANPE – determinato anche dalla rarefazione dei rapporti con i propri pari, non può essere ridotto alla sola dimensione individuale, in quanto si riferisce al più ampio contesto educativo sociale. Le risorse e la capacità di resilienza dell’essere umano indicano che i processi educativi e formativi non possono e non devono essere considerati alla stregua di meri eventi patologici e dimostrano che la strada da seguire esige una variazione di percorso. Peraltro, la mancata considerazione della necessità di interventi anche ed esclusivamente educativi, contraddice l’azione promossa, nell’agosto del 2020, dal Governo ed in particolare dal Ministero dell’Istruzione, con le associazioni rappresentative dei pedagogisti e degli educatori socio-pedagogici, circa la ricerca di soluzioni per il disagio giovanile. Come pedagogisti, quindi, riteniamo che sia limitativo pensare che la dimensione psicologica sia l’unica a caratterizzare la personalità di ognuno e che questa non possa essere ridotta ad una connotazione meramente patologica, ascrivibile alla sola dimensione sanitaria.

L’ANPE – conclude la presidente ANPE richiama la necessità di promuovere e favorire una sinergia paritetica tra le varie professioni impegnate a sostenere “la persona” e quindi tutto il tessuto sociale, ma occorre però richiamare con veemenza la necessità della realizzazione di una pari dignità tra le lauree chiamate ad operare nel contesto della crescita e del sostegno dell’individuo e della società, in quanto i laureati magistrali in Scienze dell’Educazione e della formazione sono a tutt’oggi privi del riconoscimento ordinistico, determinando quindi una disparità che non trova giustificazioni per una professione – quella di Pedagogista – che a pieno titolo è annoverabile ad altre che svolgono servizi di pubblica utilità, contemplati dalla nostra Carta costituzionale.

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