ANP nazionale difende gli idonei al concorso. 120€ per aderire al ricorso

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red – Nei giorni scorsi il sindacato dei presidi, l’ANP, ha avviato una campagna per opporsi ai ricorsi di alcuni sindacati contro le modalità dello svolgimento del concorso.

red – Nei giorni scorsi il sindacato dei presidi, l’ANP, ha avviato una campagna per opporsi ai ricorsi di alcuni sindacati contro le modalità dello svolgimento del concorso.

Sotto attacco dell’ANP quei "gruppi di pressione molto attivi, che dichiarano di aver già depositato duemila ricorsi e chiamano alla mobilitazione tutti gli altri", ma anche l’uso di quei "ricorsi seriali" che "costituiscono il sogno degli studi legali, che ne ricavano consistenti utili".

E lancia un ricorso di massa ad opponendum affidato allo Studio Legale Tedeschini, al costo di 120€. Da ieri le istruzioni per aderire sono online sul sito dell’associazione.

Non sono mancate le polemiche. La Dirpresidi in un comunicato, accusa l’ANP di tassare "di 125 euro i docenti idonei in opposizione ai ricorrenti", sostenendo, inoltre che la motivazione giuridica che ha fornito l’ANP per giustificare il ricorso, cioè "di evitare, per gli interessati, i pregiudizi eventualmente determinati dall’allungamento dei tempi e dall’appesantimento della procedura concorsuale ad opera dei suddetti ricorsi", è una motivazione destituita di qualsiasi fondamento giuridico e logico.

La Dirpresidi va oltre e vede nell’azione dell’ANP esclusivamente "il tentativo di accaparrarsi per il futuro qualche iscritto in più alla propria associazione di categoria".

Non meno tenera è stata l’ANIEF che in un comunicato, senza citare l’ANP, afferma "che basterebbe la costituzione di un singolo contro-interessato per portare in giudizio una memoria da opporre a quella" dei ricorsi contro il concorso. Appare quindi inspiegabile la richiesta di adesione di massa richiesta dal sindacato dei presidi.

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