“Annullare il concorso docenti, promuovere un concorso sia per abilitati che non abilitati (evitando sicuri ricorsi) con una differenziazione in 2 FASI. Lettera

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Chiediamo scusa ai lettori e soprattutto alla paziente redazione di Orizzonte Scuola, ma ancora una volta dobbiamo ripeterci. Difatti, dopo averlo detto all’Onorevole Faraone, anche più volte; dopo averlo ribadito ulteriormente, anche al Ministro Giannini, ora ci tocca ripeterci ulteriormente anche con il Premier Matteo Renzi.

Chiediamo scusa ai lettori e soprattutto alla paziente redazione di Orizzonte Scuola, ma ancora una volta dobbiamo ripeterci. Difatti, dopo averlo detto all’Onorevole Faraone, anche più volte; dopo averlo ribadito ulteriormente, anche al Ministro Giannini, ora ci tocca ripeterci ulteriormente anche con il Premier Matteo Renzi.

Fermo restando che siamo abituati a ripetere con i nostri studenti, perché fermamente convinti che “repetita iuvant”, ci appare oltremodo significativo completare l’aforisma latino con “sed continuata secant”, nella speranza che non si debba ulteriormente assistere al solito mantra ipocrita di “amore verso la Costituzione” e “danni dei precedenti governi”, perché per entrambe le frasi abbiamo le nostre considerazioni.

Innanzi tutto, a meno che non voglia utilizzare toni demagogici di slogan populisti, ci sembrerebbe pleonastico dover ricordare al Premier che la Costituzione all’art. 97, 3° comma dispone che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

Tralasciando momentaneamente l’eccezione “salvo i casi stabiliti dalla legge” (ndr. cosa che peraltro troverebbe ulteriore vigore dalla stessa L.107 e il relativo comma 181 che prevede la fase transitoria), sottolineiamo che non viene specificato nella Costituzione come debba essere il concorso. Tale specifica è determinata dal DPR 487/94 in cui è scritto testualmente:

L’assunzione agli impieghi nelle amministrazioni pubbliche avviene a) per concorso pubblico aperto a tutti per esami, PER TITOLI, per titoli ed esami, per corso-concorso o per selezione mediante lo svolgimento di prove volte all'accertamento della professionalità richiesta dal profilo professionale di qualifica o categoria, avvalendosi anche di sistemi automatizzati;[…]

Di conseguenza, ciò che si mette in discussione non è la Costituzione (ndr. giova ricordare che non siamo noi a volerla cambiare…) ma la tipologia di concorso scelto da una politica poco chiara che, assieme ai 12 punti espressi da oltre 2 mesi nel testo della petizione Stop Al Concorso Truffa, realizza un meccanismo errato per valutare personale interno e precario da diversi anni! Quindi, ci appelliamo proprio alla Costituzione, visto che la Legge fondamentale dello Stato garantisce ben altre possibilità, soprattutto in contrapposizione a commi faziosi e assurdi come il 131 della L.107: spada di Damocle che, in aggiunta al farraginoso concorso che si sta attuando, trasforma il concorso da opportunità a ghigliottina, rendendo i precari della scuola “docenti usa e getta con scadenza di 36 mesi”.

Quello appena bandito – sulla cui qualità rimandiamo ad altro articolo e che, ricordiamo, si sta svolgendo nel periodo più intenso delle attività scolastiche, penalizzando maggiormente proprio chi sta lavorando e magari ha anche incarichi nella governance distribuita della scuola – è stato, quindi, frutto di una chiara scelta politica, a spese degli Italiani (300 Milioni di Euro), effettuata mentre esistevano già graduatorie stabilite dallo Stato che, nel rispetto della storia formativa e professionale di ogni docente, avrebbero permesso di indire un concorso pubblico per soli titoli, a costo zero, accedendo proprio alle Graduatorie d’Istituto che già sono espressione precisa della valutazione dei titoli a cui facciamo riferimento. È ovvio che un concorso per titoli permetterebbe meno manovre e minore possibilità di svecchiamento, ma eviterebbe farraginosi meccanismi legati ad elementi contingenti e contestuali, per giunta garantiti da chi ha “pochi titoli” per farsi garante in termini di trasparenza

La legittimità di tale metodo più volte richiesto e scontratosi con la sordità del MIUR e del Governo, quindi, è garantita sia dalla Costituzione, sia da quel DPR 487/94 appena citato che si esprime proprio in merito all’accesso nel pubblico impiego.

Inoltre, avrebbe fatto risparmiare circa 300 Milioni di euro (ndr. sicuramente ci avrebbe rimesso il CINECA…) rispettando anche la stessa L.107 e il relativo comma 181 che prevede la fase transitoria in deroga alle nuove vie di accesso al ruolo. Se a questo aggiungiamo le ultime considerazioni de “Il Sole 24 ore”, e il fatto che i soldi per le commissioni siano stati “derubati” ai fondi per la didattica, lo scenario diventa alquanto desolante.

Per quel che riguarda, invece, i “danni dei precedenti governi”: beh, in matematica (-1) +(-1) = -2. Al negativo si deve aggiungere positivo per pareggiare i conti, sempre che si voglia entrare adeguatamente in merito alle questioni e non procedere per vuoti slogan: ma così non sembra, visto quanto ci dimostrano le affermazioni dei Parlamentari della maggioranza di governo, andando oggi a sottolineare differenze di titoli concorsuali che si basano solo su considerazioni de iure e non de facto. Infatti, i percorsi abilitanti attuali sono in tutto e per tutto sovrapponibili ai precedenti con validità concorsuale a meno di una cosa: la scelta politica.

Ancora una volta, quindi, chiediamo sia un’adeguata presa di responsabilità rispetto alle scelte effettuate e alle dichiarazioni rilasciate, sia che si finisca di offendere le nostre intelligenze.

Una delle nostre proposte – tra le tante espresse anche mediante interrogazioni parlamentari a cui non c’è stata risposta – oltre al semplice scorrimento di graduatoria, è una soluzione che avrebbe posto rimedio anche alla situazione gravosa dei docenti senza abilitazione esclusi dal concorso e che riportiamo dal testo della petizione Stop Al Concorso Truffa:

“Annullare il concorso appena bandito, promuovendo un concorso in cui possano partecipare sia gli abilitati che i non abilitati (evitando sicuri ricorsi) con una differenziazione in 2 FASI.

Deroga momentanea alla 107, in totale sintonia con il comma 181 per la fase transitoria, con momentanea eliminazione del comma 131 (limite dei 36 mesi). Tale deroga avrebbe il risultato di sottolineare il rispetto che il MIUR ha della storia formativa dei docenti abilitati prima della riforma.

Concorso a due fasi:

PRIMA FASE del concorso: partecipano SOLO tutti i NON ABILITATI per ottenere un punteggio in centesimi equiparabile e sovrapponibile a quello che gli abilitati hanno ottenuto nei percorsi abilitanti. Ovviamente il concorso non sarà solo su prova metodologica, ma nozionistico e metodologico con tutti gli argomenti trattati da chi si è abilitato attraverso i percorsi abilitanti, rispettando, quindi, la parità di trattamento, visto che i docenti abilitati hanno già sostenuto differenti prove atte a valutarne conoscenze e competenze (ndr. giova ricordare che i docenti non abilitati che sosterranno questo concorso appena bandito verranno valutati esattamente come gli abilitati, cioè solo su prove metodologiche, senza minimamente sondare il resto delle conoscenze e competenze così come avvenuto per i colleghi abilitati).

Solo coloro i quali supereranno questa fase, totalizzando un punteggio superiore al minimo stabilito da bando, accederà alla seconda fase. Il superamento di tale fase NON AVRÀ VALORE ABILITANTE, ma solo di punteggio concorsuale, come accaduto precedentemente alla riforma e nel 2012.

SECONDA FASE: i non abilitati che hanno superato la prima prova e gli abilitati accedono tutti ad un’unica graduatoria a cui, oltre al punteggio dell’abilitazione (ndr. o del punteggio ottenuto nella prima fase del concorso per i non abilitati), si aggiungono i punteggi dei titoli secondo quanto stabilito nella tabella del concorso.

La graduatoria rispetterà le scelte delle province delle GI.

La graduatoria avrà durata triennale (come qualsiasi concorso) essendo determinata proprio da questo concorso: ogni tre anni verrà riformulata con le stesse modalità, garantendo sempre l’accesso degli abilitati ante L.107 al fine di garantire il giusto valore del corso abilitante ottenuto prima della riforma.”

Per il movimento spontaneo “In-Segnanti Uniti” – Prof. Ing. Alfredo Pudano – promotore e primo firmatario della petizione Stop Al Concorso Truffa in rappresentanza degli attuali 35635 firmatari.

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