Anno scolastico comincia sotto carico dei tagli degli ultimi anni

di
ipsef

COBAS – Tagli che hanno colpito tutto il possibile: dal materiale di cancelleria, alle ore di lezione e di laboratorio fino alla decimazione del personale docente e ata.

COBAS – Tagli che hanno colpito tutto il possibile: dal materiale di cancelleria, alle ore di lezione e di laboratorio fino alla decimazione del personale docente e ata.

La situazione nelle  nostre scuole  non è  cambiata con la fine del governo Berlusconi: a tutt’oggi il governo Letta niente ha fatto per dare una concreta risposta almeno alle emergenze.

Solo per citare i problemi più stringenti si evidenzia il persistere delle classi pollaio con più di 30 alunni, della presenza di scuole non conformi alle norme di sicurezza,  del taglio  delle copresenze e dello specialista di lingua inglese alle elementari,  del taglio al tempo scuola e alle materie dalle Elementari alle Superiori, il non rispetto della Legge 104 e della Costituzione per l’assegnazione del sostegno (a meno di costosi ed estenuanti ricorsi da parte delle famiglie); il non rispetto della continuità didattica a causa di un corpo docente precario e pertanto costretto a una perenne migrazione; carenza di personale ausiliario, tecnico e amministrativo con gravi conseguenze sull’attività amministrativa, sulla pulizia delle scuole, sulla sorveglianza degli studenti.

Al contrario, mentre si porta spensieratamente a termine  l’attuazione dei tagli del penultimo anno della “riforma” Gelmini; accompagnata dai paradossali annunci della ministra Carrozza,  una misera manciata di posti in ruolo è stata concessa ai docenti precari e al personale Ata, posti che non riescono neanche  a coprire il numero dei posti vacanti.

Ancora non è stata cancellata“norma della vergogna” con la quale si vorrebbero deportare i docenti cosiddetti inidonei, insieme agli ITP, classi di concorso C555 e C999, sui posti dei precari amministrativi e tecnici, che verrebbero così definitivamente licenziati dopo anni ed anni di lavoro; non si prende in considerazione il personale “quota 96” ovvero i lavoratori che non riescono ad andare in pensione come sarebbe nel loro diritto, bloccando così ulteriori posti per il personale precario sia docente che ATA.

Le carenze endemiche che stanno annullando la  Scuola pubblica e il diritto all’istruzione, c’impongono la necessità  di continuare e intensificare le mobilitazioni e le lotte che i Cobas  sostengono sui territori  e in tutto il Paese.

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