Anno di prova per neo immessi in ruolo è solo formalità?

Di Lalla
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Questo pensano coloro che nella fase di consultazione su La Buona Scuola hanno proposto, per i prossimi 150mila futuri neo immessi in ruolo, un anno di prova "rigoroso".

Questo pensano coloro che nella fase di consultazione su La Buona Scuola hanno proposto, per i prossimi 150mila futuri neo immessi in ruolo, un anno di prova "rigoroso".

L'anno di prova – una volta chiamato anno di straordinariato – è quell'anno (non necessariamente il primo, infatti ci sono circostanze per cui può essere rimandato) in cui il neo immesso in ruolo deve soddisfare due condizioni (non necessariamente nello stesso anno scolastico)

L'anno si conclude con il colloquio sostenuto dinanzi al Comitato di valutazione presieduto dal Dirigente e composto da docenti eletti in Collegio dei docenti (spesso su titolo volontario, trattandosi di un impegno che non prevede, da contratto, remunerazione).

Nel corso dell'anno scolastico il docente in anno di prova è affiancato da un tutor, che ha il compito di sostenere il docente in formazione, in particolare per quanto attiene agli aspetti relativi alla programmazione educativa e didattica, alla progettazione di itinerari didattici, alla predisposizione di strumenti di verifica e valutazione; essi inoltre saranno da considerarsi quali facilitatori dei rapporti interni ed esterni all'istituto e di accesso alle informazioni. Neo assunti in ruolo: ruolo Dirigente, tutor e Comitato di valutazione. Cosa accade se non si supera periodo di prova

Alla fne dell'anno scolastico il tutor presenta al Comitato di valutazione apposita relazione scritta che costituirà uno degli elementi di valutazione.

Negli ultimi anni le immissioni in ruolo hanno interessato docenti che in alcuni casi hanno già insegnato anche per più di un decennio con contratti a tempo determinato, spesso anche nelle stesse scuole in cui poi vengono assunti a tempo indeterminato e chiamati a svolgere l'anno di prova.

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Forse per questo motivo qualcuno ha l'impressione che gli adempimenti dell'anno di prova si siano progressivamente svuotati del significato originario fino a diventare pura formalità.

Perchè però il problema viene posto solo adesso, in vista delle immissioni in ruolo 2015?

L'impressione – per alcune associazioni – è che per non far apparire il piano straordinario di immissioni in ruolo una sanatoria, l'anno di prova debba essere rigoroso. Questo perchè potrebbe capitare, più che negli anni precedenti, di assumere personale che non abbia mai insegnato. Ricordiamo infatti Immissioni in ruolo: aver insegnato non è tra i requisiti richiesti

Ma a ben guardare, la possibilità per far sì che l'anno di prova sia il metro con il quale valutare l'insegnante neo immesso, ci sono sempre statiò

I comitati di valutazione infatti si assumono ogni anno la responsabilità di assicurare agli studenti docenti qualificati.

La normativa dunque c'è già, perchè dovrebbe essere necessario un inasprimento della stessa per richiamare ciascuno ai propri doveri?

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