Anno di prova, docenti devono progettare due attività didattiche: una riguardante lo sviluppo sostenibile

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I docenti in anno di prova e formazione devono, tra le altre cose, progettare e svolgere in classe due attività didattiche, che vanno documentate nel Portfolio professionale, secondo quanto previsto dall’articolo 11 del DM n. 850/2017, richiamato dalla circolare Miur n. 33989 del 2 agosto 2017.

Il Portfolio contiene: la descrizione del curriculum professionale; il bilancio delle competenze iniziale; la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività svolte in classe e delle azioni di verifica intraprese; il bilancio delle competenze finale; la previsione di un patto di sviluppo professionale.

Elementi costitutivi del Portfolio, dunque, sono anche le attività didattiche che il docente in anno di prova e formazione deve svolgere in classe e poi documentare online.

Attività didattiche

Le attività didattiche – “Attività didattica 1” e “Attività didattica 2” – sono dispositivi (come vengono definite sul sito dell’Indire) messi a disposizione del docente per connettere il lavoro svolto in classe con gli studenti, con la documentazione e riflessione sullo stesso svolta a distanza.

I suddetti dispositivi rendono evidente il percorso da seguire affinché il processo di insegnamento/apprendimento sia realmente efficace. Il docente, infatti, scelto il tema da trattare, deve: progettare l’attività da svolgere, realizzarla, documentarla e procedere ad una riflessione sulla medesima, verificando la rispondenza tra obiettivi prefissati e obiettivi conseguiti e ripercorrendo l’intero processo per individuare e superare eventuali criticità.

La progettazione e la riflessione vengono svolte ossia documentate online.

Attività didattica 1

L’Indire suggerisce di svolgere la prima attività didattica in autonomia senza il supporto del tutor. Ciò al fine di far emergere il modo di fare didattica all’inizio del percorso di formazione, la cosiddetta situazione di partenza.

Attività didattica 2

E’ preferibile svolgere la seconda attività didattica ad una congrua distanza di tempo dalla prima, in collaborazione con il tutor.

La seconda attività didattica è riferita – se possibile – alle tematiche affrontate e alle competenze acquisite nei laboratori formativi frequentati.

Ricordiamo che la suddetta circolare Miur n. 33989 del 2 agosto 2017 “Orientamenti preliminari per la progettazione delle attività formative per l’a.s. 2017-18” ha introdotto alcune novità, una della quali riguarda proprio le tematiche da affrontare nei laboratori formativi:

Una prima novità riguarda l’inserimento, tra i nuclei fondamentali dei laboratori formativi, del tema dello sviluppo sostenibile….”

Il tema dello sviluppo sostenibile, come si legge nel proseguo della circolare, si ritiene che debba essere affrontato in almeno uno dei laboratori formativi:

“… si ritiene opportuno che almeno uno dei laboratori formativi (sui 4 previsti per i neoassunti) debba essere dedicato ai temi dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e alla Cittadinanza Globale, promuovendo la formazione di nuove generazioni che contribuiscano a realizzare, in prima persona, uno sviluppo sostenibile.

L’inserimento del nuovo tema, tra quelli da affrontare nei laboratori formativi, è finalizzato a stimolare (nei docenti in anno di prova) una progettazione didattica in grado di evidenziare (nelle modalità, nei contenuti e nell’organizzazione dei percorsi educativi) i collegamenti trasversali alle varie discipline con i temi dello sviluppo sostenibile e di formare cittadini attivi, consapevoli e responsabili.

Considerate la rilevanza del tema e le finalità indicate nella circolare del 2 agosto, l’Attività didattica 2 potrebbe essere dedicata al tema dello sviluppo sostenibile.

Materiale utili

Modello per la compilazione (USR dell’Emilia Romagna)

Modello progettazione didattica (USR dell’Emilia Romagna)

Liberatoria minoriLiberatoria maggiorenni (in fase di documentazione multimediale dell’attività svolta)

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