Anno di prova, laboratori formativi: durata, articolazione e tematiche

di Nino Sabella
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I docenti in anno di prova e formazione dovranno seguire e superare, ai fini della conferma in ruolo, il percorso delineato dal DM n. 850/2015.

Le attività, che i neoassunti sono chiamati a svolgere, sono le seguenti:

  • bilancio iniziale delle competenze – 3 ore;
  • incontro propedeutico – 3 ore;
  • laboratori formativi e/o visite in scuole innovative – 12 ore;
  • attività di peer to peer – 12 ore;
  • formazione on-line – 14 ore;
  • bilancio finale delle competenze – 3 ore;
  • incontro di restituzione finale – 3 ore.

Ricordiamo in questa scheda l’organizzazione e le tematiche dei laboratori formativi.

Durata struttura e articolazione

I laboratori formativi hanno una durata complessiva pari a 12 ore di formazione e sono strutturati in incontri a piccoli gruppi, con la guida operativa di un tutor-formatore.

La durata di dei moduli, leggiamo nella nota Miur del 2 agosto 2018, è variabile e può essere di 3 ore, 6 ore o più (il DM 850/2015 prevede  di norma 3  ore).

Sottolineiamo che le 12 ore potrebbe ridursi in parte o in tutto, perché sostituite da visite in scuole innovative (dedicheremo all’argomento un’apposita scheda).

Progettazione

Le attività di formazione sono progettate a livello territoriale tenendo conto del bilancio iniziale di competenze dei neoimmessi e della conseguente rilevazione dei bisogni formativi.

Metodologie

Le attività si caratterizzano per l’adozione di metodologie laboratoriali (scambio professionale, ricerca-azione, rielaborazione e produzione di sequenze didattiche).

Nell’ambito dei laboratori è prevista l’elaborazione di documentazione e attività di ricerca, validata dal docente coordinatore del laboratorio.

Tematiche

Le tematiche dei laboratori sono indicate nell’articolo 8 del DM n. 850/15:

a. nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica;
b. gestione della classe e problematiche relazionali;
c. valutazione didattica e valutazione di sistema (autovalutazione e miglioramento);
d. bisogni educativi speciali;
e. contrasto alla dispersione scolastica;
f. inclusione sociale e dinamiche interculturali;
g. orientamento e alternanza scuola-lavoro;
h. buone pratiche di didattiche disciplinari.

Altri temi, inoltre, possono essere affrontati in base ai bisogni formativi specifici dei diversi contesti territoriali e con riferimento alle diverse tipologie di insegnamento.

La nota Miur dello scorso anno scolastico, infine, prevedeva che almeno uno dei laboratori formativi fosse dedicato al temi dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile e alla Cittadinanza Globale. Indicazione non riportata nella nota del 2 agosto 2018 che, sulla base di indagini con i docenti, indica invece i temi graditi agli stessi, quali: didattiche innovative, uso delle nuove tecnologie, educazione alla sostenibilità, forme di inclusione e di integrazione.

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