Anno di prova e percorso FIT: formazione contro valutazione. Il tutor

di Nino Sabella
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Nel corrente anno scolastico, come riferito in diversi nostri articoli, ha fatto il suo debutto il percorso annuale FIT, cui sono stati ammessi i docenti della scuola secondaria, che hanno partecipato al concorso riservato agli abilitati e che sono stati poi inseriti nelle GMRE 2018.

Il succitato percorso, sebbene assolva agli obblighi dell’anno di prova, è differente dal percorso delineato per i neoassunti nel DM n. 850/2017, motivo per cui anche la funzione e i compiti del tutor sono diversi da quelli del tutor dei neoassunti (sebbene presentino diversi aspetti comuni).

L’USR Lombardia ha pubblicato un documento in cui vengono illustrate sinteticamente le differenze tra il percorso annuale FIT  e l’anno di formazione e prova e quelle relative alla figura del Tutor.

Differenze percorsi

Il percorso definito nel DM n. 850/2015, secondo l’USR, è incentrato sulla dimensione formativa, come testimoniano i seguenti aspetti:

  • inserimento guidato ed accogliente nella comunità professionale;
  • riflessione e  bilancio meta professionale funzionale all’individuazione delle eventuali debolezze da compensare con l’attività formativa;
  • supervisione tutoriale;
  • formazione tra pari conseguente la pratica della reciproca osservazione

Nel percorso annuale FIT, invece, nonostante l’obiettivo della “verifica
della padronanza degli standard professionali” e i criteri di valutazione siano comuni ad entrambi i percorsi, appare più evidente la dimensione   valutativa, come testimonia la mancanza di un’esplicita e specifica attività formativa (i laboratori formativi). Questo perché la dimensione formativa caratterizza i primi due anni del percorso FIT (ricordiamo, infatti, che il D.lgs. 59/2017 ha introdotto il percorso triennale FIT, ridotto ad un anno per i docenti abilitati che hanno partecipato al concorso riservato citato all’inizio; ricordiamo, inoltre, che la legge di bilancio prevede l’abolizione del predetto percorso).

Tutor

Le differenze sopra evidenziate si ripercuotono necessariamente sulla figura del Tutor. Tali differenze sono state illustrate dall’USR Lombardia in una tabella sinottica, ove sono messe a confronto le caratteristiche professionali e funzioni tutoriali descritte dal DM 850/15  e dal DM 984/17:

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