Anno di prova e formazione nelle scuole innovative, il modello di “visiting”. Scarica esempio di relazione

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La Nota M.I. prot. n. 30345 del 4 ottobre 2021 avente come oggetto “Periodo di formazione e prova per i docenti neoassunti e per i docenti che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. Attività formative per l’anno scolastico 2021-2022, nell’ambito della formazione in ingresso del personale docente ed educativo, conferma l’azione formativa sperimentale del visiting introdotta negli ultimi due anni scolastici.

Dalla Nota, dunque, “viene ripristinata la possibilità del visiting a scuole innovative che, laddove sperimentata, ha fornito risultati positivi e che prevede tuttavia la partecipazione di un contingente ridotto di docenti (su domanda) a scuole caratterizzate da un contesto professionale innovativo. Questa limitazione appare opportuna per mantenere il carattere sperimentale che caratterizza questa metodologia formativa e per acquisire ulteriori elementi di valutazione anche in considerazione di una eventuale estensione ai docenti di ruolo già in servizio”.

Gli USR e i compiti connessi alla formazione dei docenti in formazione e anno di prova

La citata Nota, come d’altronde anche quelle degli anni scolastici precedenti, attribuisce agli UU.SS.RR. i compiti di:

  • occuparsi della programmazione delle visite di singoli docenti neoassunti o di piccoli gruppi in scuole particolarmente innovative ed in grado di essere da esempio ai tanti docenti in anno di prova e di formazione;
  • indicare le scuole che bisognerà visitare, con una peculiare attenzione agli Istituti scolastici con progetti particolarmente innovativi, ciò per permettere ai neoassunti di conoscere contesti di applicazioni concrete di nuove metodologie didattiche, principalmente di innovazioni tecnologiche, di attivo contrasto alla ormai, talvolta devastante, dispersione scolastica). Scuola, per altro, che si sono rese disponibili nel mettere a disposizione, nel corso della visita, figure particolarmente qualificate per una accoglienza capace di essere stimolo per i nuovi docenti;
  • individuare, sulla base di principi anticipatamente pubblicizzati, i docenti neoassunti e con passaggio di ruolo da ospitare in queste cattedrali educative e formative.

Il modello di visiting

I Gruppi di lavoro degli Uffici Scolastici appositamente nominati, avendo attenzione alle indicazioni ministeriali, mette a punto il modello di visiting collaudato lo scorso anno scolastico, anche sulla base degli esiti proficuamente valutati delle azioni di monitoraggio condotte a livello di ciascuna regione.

Le scuole che accolgono e i progetti innovativi

Le scuole che possono accogliere i docenti in anno di prova e in formazione sono individuate da parte dell’U.S.R. regionale competente, entro il mese di novembre (gli Uffici Scolastici Regionali competenti renderanno noto, con apposita nota, scadenza e procedura da adottare), sulla base di una procedura di autocandidatura. L’autocandidatura va effettuata sulla base delle certificabili e dimostrabili esperienze metodologiche, tecnologiche, di ricerca.

Tutte le Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado, ivi compresi, naturalmente, gli Educandati e gli Istituti con SiO (Servizio di Scuola in Ospedale), i CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti) e l’ID (Istruzione Domiciliare), che stanno realizzando progetti innovativi su una o più tematiche oggetto del visiting, dovrebbero candidarsi come scuole accoglienti per mettere a disposizione della collettività e dei nuovi docenti, le tante esperienze maturate.

Il DM 850 del 2015- Art. 8 (Laboratori formativi)

1. Le attività di formazione per i docenti in periodo di prova sono progettate a livello territoriale tenendo conto del bilancio di competenze di cui all’articolo 5, comma 3 e sulla base della conseguente rilevazione dei bisogni formativi. Le iniziative si caratterizzano per l’adozione di metodologie laboratoriali (di scambio professionale, ricerca-azione, rielaborazione e produzione di sequenze didattiche) e per i contenuti strettamente attinenti all’insegnamento.

2. Ogni docente neoassunto, in conseguenza del patto per lo sviluppo professionale di cui all’articolo 5, segue obbligatoriamente laboratori formativi per complessive 12 ore di attività, con la possibilità di optare tra le diverse proposte formative offerte a livello territoriale.

3. Le attività di cui al comma 2 si articolano, di norma, in 4 incontri in presenza della durata di 3 ore. È prevista l’elaborazione di documentazione e attività di ricerca, validata dal docente coordinatore del laboratorio. Tale documentazione è inserita dal docente neoassunto nel portfolio professionale di cui all’articolo 11.

4. Ai fini della strutturazione dei laboratori formativi sono individuate le seguenti aree trasversali:

  • nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica;
  • gestione della classe e problematiche relazionali;
  • valutazione didattica e valutazione di sistema (autovalutazione e miglioramento);
  • bisogni educativi speciali;
  • contrasto alla dispersione scolastica;
  • inclusione sociale e dinamiche interculturali;
  • orientamento e alternanza scuola-lavoro;
  • buone pratiche di didattiche disciplinari.

Dalla Nota – b) – Laboratori formativi

La struttura dei laboratori formativi in presenza o on-line (incontri a piccoli gruppi, con la guida operativa di un tutor-formatore) implica complessivamente la fruizione di alcune ore di formazione. Sulla base dei contenuti offerti, del livello di approfondimento, della dimensione operativa, potranno essere adottate soluzioni differenziate, con durata variabile dei moduli.

Gli ambiti tematici

Gli ambiti tematici contraddistinguenti i progetti innovativi delle scuole che accolgono i docenti in anno di prova e di formazione sono gli stessi determinati per i laboratori formativi e rafforzano fondamentalmente le scelte effettuate lo scorso anno.

Nello specifico:

  • iniziative e provvedimenti legati alla gestione delle istituzioni scolastiche in fase di emergenza pandemica;
  • metodologie e tecnologie della didattica digitale e loro integrazione nel curricolo;
  • competenze digitali dei docenti;
  • inclusione sociale e dinamiche interculturali;
  • gestione della classe e dinamiche relazionali, con particolare riferimento alla prevenzione dei fenomeni di violenza, bullismo e discriminazioni;
  • competenze relazionali e competenze trasversali (soft-skills e character skills);
  • bisogni educativi speciali;
  • motivare gli studenti ad apprendere;
  • innovazione della didattica delle discipline;
  • insegnamento di educazione civica e sua integrazione nel curricolo;
  • valutazione finale degli apprendimenti;
  • percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento;
  • educazione sostenibile e transizione ecologica, con particolare riferimento al Piano “Rigenerazione Scuola” presentato nel corso del 2020-2021.

La candidatura

Tutte le istituzioni Scolastiche interessate possono autocandidarsi inviando all’U.S.R. competente una o più idee di progetto innovativo sulle tematiche oggetto del visiting e indicando il numero di docenti/educatori neoassunti che l’Istituto può ospitare per ciascuno dei progetti che la scuola trasmette all’USR competente.

Gli USR stanno lavorando, o lo hanno già fatto (come l’esperienza brillante dell’USR del Veneto dimostra) a due modalità di autocandidatura:

  • Le scuole che si candidano per la prima volta e le scuole già sedi di visiting che presentano un nuovo progetto sono chiamate a predisporre una sintetica e strutturata scheda-progetto, da trasmettere all’U.S.R. per la validazione.
  • Le scuole che intendono riproporre un’esperienza di visiting già validata dall’U.S.R. devono semplicemente confermare la permanenza dei requisiti del progetto precedentemente realizzato.

Protocollo di visita tipo (prima del visiting)

Progettazione dell’esperienza laboratoriale

Progettazione dell’esperienza laboratoriale – come specifica, tra gli altri, l’Ufficio Scolastico regionale del Veneto – da proporre nel visiting; predisposizione dei documenti relativi alla progettualità e di appropriati strumenti osservativi. Preliminare condivisione della documentazione significativa di cui sopra al/ai docente/i in visita, tramite la trasmissione via mail o attraverso il caricamento in un apposito spazio web loro riservato e, sovente, messo a disposizione proprio dell’Ufficio Scolastico Regionale competente.

Soggetti

  • Dirigente scolastico
  • Collaboratori (Primo o Secondo)
  • tutte le Funzioni Strumentali
  • il Team Tutor accoglienti.

Ad esordio del visiting: accoglienza

Ospitalità del/i docente/i neoassunto/i: mostra dell’Istituto e del senso dell’esperienza di visiting (anche con riferimento a quella maturata nel tempo); visita guidata alla scuola.

Soggetti coinvolti

  • Dirigente scolastico o suo delegato (primo o secondo collaboratore)
  • Team Tutor accoglienti (del Docente neoassunto)

Osservazione in itinere

Osservazione dell’esperienza laboratorio nella classe/laboratorio del/i tutor di riferimento.

Soggetti coinvolti

  • Docente neoassunto (Tutor di riferimento)

Co-riflessione sull’esperienza osservata: post visiting

Co-riflessione (interagente tra docente ospite e docente tutor) sull’esperienza osservata e sull’esperienza di visiting in generale.

Soggetti coinvolti

  • In itinere: Docente neoassunto Tutor accogliente
  • Finale: Dirigente scolastico e collaboratori del DS (Primo e Secondo)
  • Tutti i docenti ospitati
  • Tutti i tutor accoglienti
  • Funzioni Strumentali a prescindere dall’Area loro assegnata.

I tutor delle scuole accoglienti

Nell’esplicitare l’azione formativa del visiting è «determinante la disponibilità della scuola prescelta nel mettere a disposizione durante la visita figure per una accoglienza qualificata».

I tutor accoglienti, preferibilmente in squadra, hanno l’importante compito di accogliere e orientare i docenti/educatori neoassunti e in formazione ospitati nell’Istituto, accostandoli agli ambienti di apprendimento e al modello logistico che contraddistinguono la scuola e la comunità educante.

All’interno della squadra, il Dirigente Scolastico individua un tutor accogliente di rapporto, nel caso di contatti con l’Ufficio Scolastico Regionale competente.

I tutor accoglienti possono accompagnare i docenti e/o gli educatori ospitati singolarmente o in piccoli gruppi.

Il repository regionale delle buone pratiche di formazione nella fase dell’ingresso

Le buone pratiche di formazione in fase di ingresso pertinenti i progetti di visiting che sono stati realizzati dalle scuole innovative possono – su esplicita e necessaria autorizzazione delle scuole interessate – essere diffuse nel repository che, per alcuni uffici dell’Ufficio Scolastico Regionale competente ospita i progetti realizzati negli anni precedenti.

La visita

La visita, in sintesi, si struttura come a seguito riportato:

  • un momento di accoglienza dei docenti ospitati nella scuola innovativa, con la presentazione del senso dell’esperienza di visiting e del progetto che caratterizza la comunità educante;
  • l’osservazione dell’esperienza oggetto di visiting da parte dei docenti ospitati negli ambienti di apprendimento della scuola, accompagnati dal/i tutor accogliente/i;
  • una co-riflessione (in itinere e finale) sull’esperienza osservata e sulla visita in generale tra i protagonisti del visiting.

Esempi di buone pratiche di visiting

L’Ufficio Scolastico Regionale competente mette a disposizione delle scuole innovative alcuni esempi di buone pratiche di visiting, suggeriti dalle scuole accoglienti che hanno già sperimentato negli anni precedenti l’esperienza formativa rivolta al personale docente in anno di prova e formazione ed educativo anch’esso in periodo di formazione e prova.

Modalità di contatto del docente/educatore ospitato con la scuola accogliente

A seguito di comunicazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale competente, ciascun docente o educatore (in anno di formazione perché neo immesso in ruolo e in formazione) ospitato ha cura di rivolgersi alla scuola, meglio via mail. Ci si rivolge alla scuola accogliente per comunicare i dati personali come, ad esempio, il recapito telefonico, l’indirizzo di posta elettronica utili al mantenimento delle relazioni con la struttura di attuazione dell’azione formativa, e per conoscere il calendario delle visite.

Attestazione delle visite effettuate dai docenti/educatori in anno di formazione e prova ospitati

L’attestazione delle visite effettuate dai docenti e dagli educatori neo immessi in ruolo e in anno di prova ospitati:

  • avviene da parte del Dirigente Scolastico della scuola ospitante, su un modello appositamente creato e successivamente fornito dall’Ufficio Scolastico Regionale competente
  • si conserva agli atti della scuola ospitante;
  • si trasmette in copia al Dirigente Scolastico della scuola di servizio del docente/educatore ospitato e al Dirigente Scolastico della rispettiva Scuola Polo di Ambito per la Formazione, il quale istituto provvederà a rilasciare l’attestazione dell’intero pacchetto delle attività formative svolte in presenza.

Attestazione dell’attività formativa svolta dai tutor accoglienti

Per i tutor accoglienti, l’attività di visiting è ammessa come iniziativa di formazione prevista dall’articolo 1, comma 124 della legge 107/2015, da parte del Dirigente Scolastico della scuola ospitante.

L’attestazione avviene su un modello predisposto dal competente Ufficio Scolastico Regionale.

Conclusione degli adempimenti

La conclusione degli adempimenti connessi alle azioni di visiting da parte della scuola ospitante, come ad esempio, tra le altre incombenze la consegna dei relativi attestati come proseguimento dell’attuazione delle visite che dovrebbe avvenire entro e non oltre (possibilmente, salvo ritardi e proroghe) il mese di aprile 2022.

Alcuni progetti di visiting

In allegato alcuni progetti di visiting messi a disposizione, solo qualche anno fa, dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia attraverso autocandidatura delle scuole. Tra questi, ad esempio: “Scuola senza zaino” dell’istituto Comprensivo Thouar Gonzaga – Milano; “Scuola senza zaino” dell’istituto Comprensivo Capponi di Milano; “Il modello interdisciplinare delle attività sociali” dell’istituto Comprensivo Nazario Sauro di Milano; “Il metodo Montessori” dell’istituto Comprensivo Breda – Sesto San Giovanni; “Il coding e robotica educativa” dell’istituto Comprensivo A. B. Sabin di Segrate; “Lezione senza cattedra in aula 3.0” dell’IIS ITSOS Marie Curie di Cernusco.

Relazione Il modello di visiting

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