Anno 2020, la didattica a distanza ha scoperchiato i problemi della scuola italiana. Lettera

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inviata da Bruno Salvatore Latella – Anno 2020, potrebbe assomigliare al titolo di un film, ma è la realtà e non fantascienza, come aveva sognato nel 69’ Kubrick con il suo capolavoro 2001: Odissea nello spazio.

Lui immaginava un nuovo millennio fatto di viaggi interspaziali per tutto il cosmo, ma alla fine la verità si è tramutata in tutt’altro: Didattica Online e pandemie globali.

Mi sa che Kubrick ha sottovalutato di molto l’uomo, perché cosa è un viaggio spaziale a confronto della Didattica Online.

Se ci pensiamo gli astronauti comunicano a distanza con il pianeta terra, vedendo i loro volti su uno schermo. Bene, la didattica a distanza potrebbe essere messa in paragone, sotto chiave satirica, a una comunicazione interspaziale, per come viene vista ed affrontata dal 60/70% della classe sociale degli insegnanti contemporanei.

Oggettivamente parlando, è risaputo ormai come la scuola italiana abbia sempre avuto problemi (mancanza finanziamenti, mancate assunzioni e cambio generazionale piuttosto lento), ma con questa situazione di crisi mondiale sta fuoriuscendo la muffa che si trovava sotto a quel vaso ormai svuotato.

Insegnanti che hanno problemi con le applicazioni di videochat, genitori che non vogliono che i propri figli non appiano attraverso una piattaforma di streaming per una questione di privacy, governo che ha, nel vero senso della parola, abbandonato a se stesse le scuole per la gestione della didattica, etc. La didattica a distanza in poche parole è vera e propria muffa, che col passare del tempo continua a moltiplicare i suoi batteri, causando solo danni che saranno a mio parere difficili da risolvere.

Però, è anche vero che la scuola deve andare avanti, i ragazzi e bambini non possono essere abbandonati alla mondanità casalinga perché il danno sarebbe maggiore. E allora cosa fare?

Purtroppo la risposta è la realtà dei fatti, la didattica a distanza. I
miei presentimenti sono che in futuro si arrivi sempre di più ad un distacco diretto dalla scuola; già stava succedendo negli ultimi anni: ragazzi che passano le giornate a scuola con lo smartphone e sui social, mancanza di rispetto verso gli insegnanti, con la condivisione di video online, cyberbullismo perenne, visione di un mondo che non può più offre niente ai giovani e che quindi si sentono smarriti e abbandonati anche da quegli ideali che la scuola vorrebbe trasmettere.

La scuola non ha futuro, o nello specifico non avrà più un futuro per una serie di classi sociali che ormai vivono la propria vita come un tabù… Basta osservare la percentuale di iscritti nelle università: negli ultimi 10 anni c’è stato un calo progressivo di iscrizioni agli atenei… Kubrick vedeva un futuro roseo per l’umanità, Latella ci vede un futuro oscuro.

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