Anno di prova docenti neoassunti, la figura del tutor: funzioni, compiti e competenze. Ecco perché è importante [VIDEO]

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Cosa fa il docente tutor assegnato al docente neoassunto in anno di prova? Perchè è importante? Qual sono le competenze che dove possedere? Sono alcuni dei temi affrontati da Antonio Fundarò nel corso del suo intervento in diretta su Os Tv dedicato proprio all’anno di prova e formazione degli insegnanti neoassunti e in particolare modo un focus proprio sul Tutor.

La figura del tutor è molto importante. Ma chi è il tutor? Il tutor è quella figura che svolge un ruolo di mediazione e possiede competenze, sia linguistiche e relazionali“, esordisce subito Fundarò.

Prima di tutto “il tutor della scuola si occupa dell’accoglienza dei tirocinanti e l’accompagnamento dei docenti in periodo di formazione e prova“.

Inoltre, “deve essere un docente capace di creare momenti di reciproca osservazione“.

E poi un ultimo aspetto: “questo docente tutor deve essere colui che elabora, sperimenta e dovrà validare le risorse didattiche e le unità di apprendimento, congiuntamente al docente neoassunto“.

Fundarò ricorda che il docente tutor “non si deve limitare ad osservare il docente neoassunto in anno di prova nella situazione, il contesto operativo, il clima della classe. Ma andare oltre. Molto importante è infatti l’aspetto emotivo e relazionale“.

Anno di prova docenti neoassunti: la figura del tutor

All’inizio di ogni anno scolastico il dirigente scolastico, sentito il parere del collegio dei docenti, designa uno o più docenti con il compito di svolgere le funzioni di tutor per i docenti in servizio presso l’istituto.

Salvo motivata impossibilità nel reperimento di risorse professionali, un docente tutor segue al massimo tre docenti in percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio.

Il docente tutor appartiene, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, alla medesima classe di concorso dei docenti in periodo di prova a lui affidati, ovvero è in possesso della relativa abilitazione. In caso di motivata impossibilità, si procede alla designazione per classe affine ovvero per area disciplinare.

All’inizio di ogni anno scolastico il dirigente scolastico, sentito il parere del collegio dei docenti, designa uno o più docenti con il compito di svolgere le funzioni di tutor per i docenti in servizio presso l’istituto.

Salvo motivata impossibilità nel reperimento di risorse professionali, un docente tutor segue al massimo tre docenti in percorso di formazione e periodo annuale di prova in servizio.

Il docente tutor appartiene, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, alla medesima classe di concorso dei docenti in periodo di prova a lui affidati, ovvero è in possesso della relativa abilitazione. In caso di motivata impossibilità, si procede alla designazione per classe affine ovvero per area disciplinare.

Requisiti per la nomina

In base all’articolo 12 del DM 850/2015, sono criteri prioritari per la designazione dei docenti tutor il possesso di uno o più tra i titoli previsti all’allegato A, tabella 1 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 11 novembre 2011 e il possesso di adeguate competenze culturali, comprovate esperienze didattiche, attitudine a svolgere funzioni di tutoraggio, counseling , supervisione professionale.

Ai fini della designazione, il dirigente scolastico deve seguire come criteri prioritari:

  1. il possesso di uno o più tra i titoli previsti dall’allegato A al DM 11 novembre 2011 – Tabella 1;
  2. il possesso di adeguate competenze culturali, comprovate esperienze didattiche, attitudine a svolgere funzioni di tutoraggio, counseling e di supervisione professionale.

Tali criteri vanno seguiti sia in presenza di più disponibilità a svolgere la funzione di tutor che in assenza di tale disponibilità, in quanto il DM 850/2015 non fa alcuna distinzione al riguardo e parla soltanto di designazione da parte dirigente scolastico.

Ecco i titoli culturali e professionali:

  • titolo di dottore di ricerca in ambito inerente agli specifici contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione;
  • attività di ricerca scientifica sulla base di rapporti a tempo determinato costituiti ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ovvero dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230 svolta per almeno due anni, anche non consecutivi, in ambito inerente agli specifici contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione;
  • pubblicazioni o altri titoli di studio strettamente inerenti ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione, questi ultimi di durata non inferiore a 60 crediti formativi universitari.

Compenso docente Tutor

All’attività del tutor viene riconosciuto un compenso economico nell’ambito delle risorse assegnate all’istituzione scolastica per il Miglioramento dell’Offerta formativa; al tutor è riconosciuta, inoltre, una specifica attestazione dell’attività svolta, inserita nel curriculum professionale e che forma parte integrante del fascicolo personale.

Le attività in cui è coinvolto il tutor

1. bilancio iniziale delle competenze – il tutor supporta il docente neoassunto nell’identificazione dei punti di forza e di debolezza, anche rispetto al quadro delle competenze richieste dai modelli didattici innovativi, correlando le esperienze maturate in precedenti ambiti professionali e personali, per fare il punto sulle competenze possedute e su quelle da potenziare;
2. stipula del patto formativo – il dirigente scolastico, il docente e il tutor stipulano un Patto per lo sviluppo professionale del docente neoassunto, in base al bilancio delle competenze iniziali definito e ai bisogni della scuola. Il patto costituisce il programma di formazione per il docente nell’anno di prova;
3. programmazione ed effettuazione delle attività di osservazione peer-to-peer – il tutor e il docente condividono la progettazione delle attività di osservazione peer-to-peer, a partire dal terzo mese di servizio, che consistono in: ◦ osservazione del tutor nella classe del docente neoassunto; ◦ osservazione del neoassunto nella classe del tutor; e che prevedono attività in itinere di verifica dell’esperienza
5. incontro di valutazione conclusivo – il tutor presenta al Comitato di Valutazione i risultati delle attività didattiche e formative predisposte e svolte dal docente e della sua partecipazione alla vita della scuola.

LA VIDEO GUIDA SUL TUTOR PER I DOCENTI NEOASSUNTI IN ANNO DI PROVA

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