Anni di precariato e speranza nelle istituzioni. Lettera

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Inviata da Domenico Cozzolino – Caro ministro, Dal profondo del cuore le auguro un “Ottimo Lavoro”.

Ne ha bisogno l’Italia, le nostre famiglie, i nostri alunni, tutto il personale della scuola.
Scevro da posizioni faziose, vorrei dirle che le prime parole: “Tornare ad avere fiducia nel nostro paese”; ” Ascolterò tutte le parti in causa”; le prime linee guida affiorate, lasciano ben sperare.

Mi permetto di porgerle in punta di dita una riflessione personale sul “Precariato.
Chi le scrive è un docente di ed musicale nella SSPG che, essendo in possesso di due lauree, di due idoneità a concorsi per titoli ed esami , ha effettuato la bellezza di 25 anni di precariato prima di passare a Tempo Indeterminato.
Fra 10 anni andrò in pensione, ma questo precariato ancora mi danneggia nelle graduatorie interne di istituto dove viene valutato 1/3, e peserà sicuramente sul mio assegno di pensione per i mesi estivi passati in “bianco.
Eppure questo faceva parte del “Gioco” ne ero cosciente e consapevole. Lo ho accettato e penso di aver vissuto meglio il mio passaggio in “Ruolo”.

Quello che non capisco, mi permetta ministro , è perché oggi :
avendo le conoscenze (il più “Disinformato” dei docenti ha una Laurea)
Avendo accumulato competenze (conosco docenti che insegnano da 25 anni ma mediamente moltissimi da più di 7 anni)
Avendo già “Vinto” un concorso, ma i posti sono “Scomparsi” nel 2012, nel 2016, nel 2018
Essendo risultati già “idonei” a diversi concorsi non si sono visti “Vincitori” per un decreto che qualche volta ha previsto un graduatorio di merito lunga e una volta corta.
Quello che non capisco è perché qualcuno dice che QUESTI COLLEGHI DEVONO ESSERE ANCORA VALUTATI PER TITOLI ED ESAME. Veramente non riesco a capirlo.

Mi aiuti a pensare che, di tanto in tanto, ci si può fermare a ragionare senza posizioni ideologiche. Queste decisioni risultano importanti per più di centomila persone che lavorano nella scuola.
Mi permetto di credere che , questo si che darebbe un segnale di fiducia nelle istituzione, nella repubblica italiana, nella nostra Politica.
Buon lavoro Ministro

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